Il sindacato degli esclusi dai festini

Che Napoli fosse un posto per eventi super-fashion-easy-cool lo si sapeva da tempo. In una città dove musicalmente esiste la concorrenza del neo-melodico, dove pure i gruppi militanti finiscono col fare le serate tramite le multinazionali (vedi i 99Posse al PAN per RedBull) è chiaro che la musica tunz-tunz ha vita facile su quella suonata.

Capita quindi che un dj-filosofo-avvocato-specchietto con la sua sequenza/cd di Tuca-Tuca&Macarena abbia più seguito di un dj venuto da Berlino per suonare cose bellissime (ma poco conosciute). Capita pure che più che ballare si cerchi la posa giusta per quando passerà il fotografo, che si spenda 400 euro per un tavolo ma che non si abbiano i 4 euro per il guardaroba o che si venga rimbalzati dal locale nonostante le rassicurazioni del p.r. di fiducia Frankie Spankie.

Di eventi fashion-easy-damerino-ciuffostirato-paco-rabanne-mocassino-camiciasudataancoraprimadientrare ce ne sono in tutti i periodi dell’anno, ma è da un po’ che si prova a portare questi eventi in luoghi d’arte o comunque che hanno una valenza storica importante per la città. In principio fu l’aperitivo al Virgiliano (su cui ho già espresso il mio pensiero qualche post fa), poi a San Martino, poi il festino trash alla Floridiana ed infine al Bosco di Capodimonte, con tanto di paggetti con i costumi d’epoca e l’orchestra. Centinaia di migliaia di milioni di miliardi di ragazzi che si accalcano per entrare, manco fossero salmoni costretti a risalire la corrente per deporre le uova. Ma più il numero di presenze è alto più il fantasma del mangiamerda Gianni Morandi si avvicina cantando che uno su un milione ce la fa. Ed infatti, a leggere poi i commenti post-festino sull’evento su Fb, si capisce che a non entrare sono stati in parecchi. E sono tutti veramente incazzati manco gli avessero stuprato il cane mentre era rimasto incastrato con la testa nella ringhiera del terrazzo.

Li vedi tutti descrivere la loro situazione così accoratamente che per un attimo ti perdi e inizi a pensare che più che non entrare ad un festino abbiano perso l’ultima navicella per Marte prima che la terra imploda con un mega-rutto.

Di sotto riporto uno dei tanti simpatici commenti letti in questo periodo:

Ero in lista, e all’ingresso mi viene detto PALESEMENTE che dentro vi erano persone ‘altolocate’ quali MAGISTRATI, AVVOCATI…facendomi intendere che ovviamente non potevo pretendere di entrare e mettermi al loro pari….Beh volevo semplicemente dire che se era una questione di TITOLI la prossima volta mi porto la fotocopia della pergamena di laurea…dato che sono una DOTTORESSA…e che non ho assolutamente nulla da invidiare a MAGISTRATI ed AVVOCATI…so mangiare anche io con la bocca chiusa e senza mani!!!!


Di seguito la lista dei pensieri avuti dopo aver letto ciò:

  1. Ho sbagliato tutto nella vita. Dovevo organizzare eventi.
  2. Se non posso organizzare manco un PanuozzoDay a Gragnano (perché stando a quello che scrivono gli organizzatori dietro a questi eventi c’è un duro lavoro -anche se manco loro sanno quale sia-) allora creerò un sindacato per tutti gli esclusi dai festini cool.
  3. Aveva ragione Valentina quando diceva che una laurea non serve ad un cazzo.
  4. Non dico che si debba discutere solo per questioni importanti come la pace nel mondo o la crisi economica. Ma dai “dottori” ci si aspetta ben altro. Cazzarola.
  5. Non mi ricordo cosa volevo mettere al quinto punto, però alla fine penso che abbia ragione l’organizzatore GianCamicia quando afferma che dovremmo essere tutti felici perché lui sta rivalorizzando un luogo culturale facendogli ballare 10mila persone dentro. Felici perché invece che non fare un cazzo a Napoli abbiam fatto suonare dj-Specchietto e i Pubi dell’Amore Volanti. Pure perché se fosse felice solo lui (che s’è abbuscato l’anima dei soldi) dovrebbe poi spendere tutto dallo psicoterapeuta per via dell’infelicità collettiva degli altri.

[Post pubblicato il 29 settembre 2012]

 

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