Il Festival dell’incompetenza

Quando nel ‘97 la Tuborg decise di provare ad ostacolare il fenomeno dell’Heineken Jammin’Festival fu scelta la struttura dell’Italsider a Bagnoli. La volontà di creare un grosso Festival in un area così degradata fu accolta dai media e dal pubblico in maniera talmente calorosa che si gridò subito al miracolo, complici nomi del calibro di Davide Bowie, Vasco Rossi, NOFX, Edoardo Bennato, Litfiba e Timoria.

Nel 1999 probabilmente il festival toccò l’apice con sei giorni di programmazione e 41 concerti di nomi come Aerosmith, Lenny Kravitz, Jethro Tull, Carmen Consoli, Gianna Nannini, Black Crows, Pfm, The Wailers, Creed, Afterhours e Subsonica.

Dal 2000 cominciano i problemi sulla sede e di sponsor, con la Tuborg che lascia il festival e che verrà sostituita dalla Carpisa solo nel 2005 (che lascerà il festival solo quattro anni dopo). Ci si sposta prima all’Arenile, poi stadio San Paolo, parco Virgiliano, Arena Flegrea/Mostra d’Oltremare e infine, di nuovo, nel 2011, nell’area dell’Italsider a Bagnoli.

Negli anni la qualità della line-up è cominciata a decrescere nonostante ospiti di tutto rispetto. Ospiti però, che sono stati classificati come datati e poco appetibili per il target giovane visti i pochi biglietti venduti. Esemplare nel 2011 la necessità di arraffare disperatamente pubblico attraverso Groupon o con la formula ambientalista “se compri 1biglietto e porti 10 bottiglie di plastica hai un biglietto omaggio”, proposta solo qualche giorno prima dell’inizio del festival e che fece -giustamente- incazzare quei pochi aficionados che avevano comprato il biglietto senza sconti.

L’impressione è che,complice la politica e l’età avanzata degli organizzatori, si sia persa la sensibilità nel comprendere i gusti di una città che nel frattempo si distaccava dal periodo delle posse, dei centri sociali e da tutti quei clichè del pseudo-risorgimento bassoliniano.

Per questo motivo quest’anno il festival si farà a Giffoni Valle Piana. A più di 100kilometri da Napoli, con una line-up che si preannuncia ancora più moscia degli altri anni: headliners i Dinosaur Jr. che, proprio a sottolineare il loro scarso appeal sul pubblico nazionale, saranno in Italia per questa unica data.

Da qui nasce la mia riflessione, provando magari ad allontanarmi da quelli che sono i soliti discorsi tipo: “Qua è la solita merda/non funziona niente/dovete morire tutti”. In termini puramente economico-analitici, per un’azienda privata che vede i propri numeri crollare anno dopo anno, cambiare il quadro dirigenziale è necessario. In questo caso invece, si è spostato tutto lontano dalla città, a sottolineare quasi che la colpa non sia di chi organizza un festival così scadente in termini di proposta, ma del pubblico.

Facile scaricare colpe su chi non ne ha. Altrettanto facile giustificare i propri fallimenti addossandoli ad altri. La gravità conseguenziale porta però a creare la figura del napoletano pigro e troppo disattento per poter seguire i concerti. Fatto smentito immediatamente se si considerano le difficoltà “oggettive” per un cittadino, tipo la mancanza di mezzi pubblici efficienti (in termini di frequenza delle corse ed orari), mancanza di parcheggi o, al contrario, abbondanza di parcheggiatori abusivi laddove si trovano locali o aree adibite per i live.

In effetti è paradossale come, a tracciare certi (falsi) bilanci, siano stati, negli anni, sempre gli stessi personaggi mediocri (tu chiamali se vuoi…”promoter”) cresciuti all’ombra del Vesuvio e consapevoli della loro stessa incompetenza.

Innamorati solo della musica dei loro amici, tanto quanto chi si compiace delle proprie puzzette.

Uno degli ospiti più illustri di tutta la storia del Festival cantava in una canzone:

“L’Impero della musica è giunto fino a noi
carico di menzogne
mandiamoli in pensione i direttori artistici
gli addetti alla cultura…
e non è colpa mia se esistono spettacoli
con fumi e raggi laser
se le pedane sono piene
di scemi che si muovono.”

…Che sia la volta buona per mandarli tutti a casa?

[Pubblicato il 15 maggio 2012]

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