Ma a Madrid lo vendono l’Iphone?

“Giuro che mi fa arrabbiare/ questa storia della coerenza/ che solo chi l’ha sempre in bocca riesce a farne senza/ non credo d’esser superiore anche io guardo Sanremo/ e come diceva Gandhi:«Vincere e vinceremo»”

Sono stato tra i primi a criticare i possessori di smartphone e di Iphone. Poi, un giorno, piuttosto che continuare a parlare di coerenza, ho preferito accettare che la tecnologia entrasse nella mia vita senza troppi proclami. E’ raro, ma c’è ancora qualcuno che non si è accorto che la rete sia quel villaggio globale di cui si parlava agli inizi del 2000. Lo vedi inalberarsi sulle proprie convinzioni, convinto che ci sia ancora qualcuno che gli dia ascolto.

Consapevole che esista una parte del paese che se ne passa per il cazzo della crisi e di un giornalista rischi 14 mesi di reclusione per un articolo d’opinione (tra l’altro manco scritto da lui, ma da un deputato del Pdl), non capisco l’accanimento massiccio contro chi fa la fila per un Iphone. Tutti a parlare di rivoluzione e tutti ancora attaccati alla sedia per criticare gli altri ed inneggiare alla rivoluzione altrui. Ma Madrid è troppo lontana dalle nostre scrivanie e prendersela con quelli che in questo momento sono in fila per una cosa di certo non ci rende migliori di loro. Anzi. C’è chi spende 700 euro per un Iphone e chi li spende per una settimana di vacanza ad Agosto o per una consolle: dov’è la differenza?

E’ una lotta dove ognuno si schiera urlando sempre più forte dell’altro, dove le voci s’accavallano e nessuno s’accorge che in fondo lo stiamo continuando a prendere nel culo tutti. Vent’anni di berlusconismo c’hanno fottuto il cervello talmente tanto che siam convinti che il nostro punto di vista sia il migliore possibile e per convincercene siam disposti solo a buttare merda sugli altri piuttosto che a metterci in gioco (davvero, e non solo dietro uno schermo).

“Ah, qua ci sta la crisi e questi fanno la file per l’Iphone mentre a Madrid invece…”

Ma veramente crediamo che a Madrid siano scesi tutti in piazza? Davvero ci illudiamo che una nazione intera sia pronta alla rivoluzione e che nessuno abbia fatto la fila per il nuovo Iphone? Se il popolo spagnolo è così superiore (in quanto a reattività) al nostro, perché si trova in condizioni economiche uguali (se non peggiori) alle nostre?

Anche in Italia si lotta, eppure nessuno ne parla. Solo per citarne uno: il movimento NoTav è lì che manifesta e prende mazzate in Val di Susa da anni, eppure non fa notizia quanto Madrid, perché? Perché qui, dopo vent’anni, pur se non vogliamo, lo sappiamo che la Belen c’ha il moroso nuovo. Lo sappiamo chi è Corona e sappiamo pure cos’è un tronista. Anestetizzati ed intubati.Ecco perché.

[Pubblicato il 22 settembre 2012]

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