Mondragone non è Lloret de Mar

Parte I: “Fotografie ad occhi chiusi”

Ho sempre avuto idee confuse nei confronti della mia città. Un amore che si alterna a grossi periodi di odio profondo. In questo momento non so se amo o odio Napoli. Probabilmente siamo in pausa di riflessione e tra qualche giorno torneremo a parlarci o a schifarci.

Mi sono sempre sentito abbastanza in credito nei confronti di questa città che ha relegato il mio quartiere in un angolo perché sprovvisto di panorama o mare. Quindi è per questo che il nostro rapporto è così conflittuale.

Mi hanno sempre irritato quei discorsi populistici,antinazionalistici e qualunquistici tipo: “Qui è tutto un magna-magna/se non sei raccomandato non sei nessuno/ ci vorrebbe una bomba per rifare tutto/”.

E’ da un po’ di tempo però che a darmi fastidio sono anche i discorsi del tipo: “La città di Napoli è la più bella del mondo, i cittadini sono calorosi e un giorno risorgeremo perché abbiamo una marcia in più”.

Ok. E’ pure colpa mia che d’estate divento un misantropo di livello A. Però…

Tra la gens superficiale e quella persa nel pessimismo leopardiano mi accorgo di stare in mezzo. Come in una nuova guerra tra Guelfi e Capuleti. Perché si, la superficialità in questi discorsi è d’obbligo. Come se internet non permettesse di informarsi e di aprire gli occhi invece di aprire solo la bocca.

E’ dal primo mandato di Bassolino che si parla di una Napoli su “modello Barcellona”. Io c’ho provato. Nella mia mente ho disegnato una Napoli “barcellonizzata” e devo ammettere che il risultato era davvero interessante. Una Mergellina in stile Porto Olimpico, un lungomare come a Barceloneta. Ma pure una via Roma in stile Rambla ed un Vomero come il Montjuic. Ho chiuso gli occhi e come al solito ero immerso nel conflitto dell’ “innamoramento folle/repulsione istantanea”.

Parte II: “Mondragone non è Lloret de mar”

Lo ammetto, il titolo di questo post è un chiaro riferimento al titolo del libro del prof. Sales: “Napoli non è Berlino – Ascesa e declino di Bassolino e del sogno del riscatto del Sud”. Il testo del professore del Suor Orsola Benincasa chiaramente non è un paragone culturale tra la capitale tedesca e Napoli, ma pone una domanda iniziale molto precisa:”Perché Napoli in sessant’anni non è riuscita a fare ciò che i berlinesi sono riusciti a fare in un ventennio (cioè rialzarsi)?”. Le risposte sono contenute nel libro (che consiglio), ma io, forte della mia politica “dei piccoli passi”, ho deciso di fare una mia ricerca in merito, partendo però da una città culturalmente più vicina a Napoli di quanto lo sia Berlino.

Barcellona, appunto.

Per quanto riguarda le differenze tra Barcellona e Napoli si può dire che anche Barcellona ha i suoi probl…

[N.b.-da qui in poi cambia tutto, quasi come se foste in un altro paese]

Ok, leggete bene: non partite. La notte fa paura e i prezzi sono altissimi per tutto. Restate chiusi in casa con mamma e papà. Lasciate pure che vi diano gli strumenti necessari per trovare un posto o per farvi diventare i capitani dell’industria futura. Restate in Italia, tanto tra poco la crisi finisce e se “sotto il cielo c’è qualcosa di speciale passerà di qui prima o poi”.

Altrove non hanno il bidet e quasi sempre il cibo fa schifo. Volete davvero passare la vostra esistenza a lavorare nei fast-food o come sguattero in un pub?

Non partite “che poi domani sarà sempre meglio”. Non lasciatevi coinvolgere dal pessimismo di questi sfigati che partono per fare i polacchi altrove. Questi stronzi che stanno in 2mq di appartamento insieme ad altre 5 persone si permettono il lusso di parlare di felicità quando non sono nemmeno degni di essere chiamati italiani.

Questi partono perché a casa c’hanno le tarantelle coi genitori che non gli danno i soldi per andare all’Arenile. Partono perché alla fine non lo vogliono ammettere che sono ricchioni. Infatti appena escono di casa si tingono i capelli di tinte fluo-frocio giusto per far vedere che loro sono indipendenti.

Comunque sul serio: non partite. Restate qui a godervi il panorama, il clima, il cibo, le belle donne, la gente cordiale e il campionato di calcio.

E poi, cazzo, non esiste un popolo più intelligente e colto del nostro!

Dai-dai-dai! Popopopopò!

Vi prego, per amore di Dio, della famiglia e del lago Patria. Restate qui.

[Pubblicato il 5 settembre 2012]

Annunci

1 Commento

Archiviato in Blog

Una risposta a “Mondragone non è Lloret de Mar

  1. Pingback: Ma se Stoccolma è meglio di Napoli, perché nun te staje là? | Il Terronista

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...