Ma un saltimbocca può influire sulle elezioni americane?

E’ mio solito andare a letto subito dopo aver visto una puntata di una delle 10 serie che seguo. Tutte e 10 provengono dall’America o sono ambientate lì. Stasera però, piuttosto che guardare qualche puntata di uno tra “The Walking Dead” o “2 broke girls”, starò lì a vedere cosa succede davvero negli USA.

Il plaid è già sul divano. Mi osserva con la consapevolezza di chi sa che passeremo la notte insieme. Era dall’anno scorso, ovvero dalla prima partita del Napoli in Champions League, che non vivevo un’attesa tanto spasmodica. Questa volta però il calcio non c’entra nulla. In gioco c’è il futuro di una nazione e con sè anche quello dell’intero scenario politico ed economico mondiale.

La dice lunga il fatto che le elezioni americane suscitino in me più interesse delle future manovre di Berlusconi, della scissione in corso nell’Idv, delle primarie del Pd e persino delle continue gaffe del Ministro Fornero. Sicuramente non è solo una questione di spettacolarizzazione tipica degli americani. Ok, i nostri politici si sono impegnati per far cascare le palle anche a chi un pochino credeva in un  rinascimento post-berlusconiano, ma dall’altra parte dell’Atlantico c’è una gara più incerta che mai. Ed è forse questo a renderla affascinante ai miei occhi.

Cosa fanno di bello in Virginia? E in Ohio?

Io nel frattempo decido di provare la jambalaya del Missisipi.

“No mamma, stasera niente saltimbocca con crudo, provola e funghi, io mi faccio la JAMBALAYA!”

Mamma (giustamente) mi guarda come se le avessi detto che mi piace ascoltare Umberto Smaila. Per questo forse mi annuncia che a breve dovrò fare delle analisi del sangue. O forse è solo perché sono stra-accellerato ed impaziente. Infatti controllo che tutti i siti scelti mi diano aggiornamenti costanti su dati e previsioni. Tutto bene, ma per chi farò il tifo? Ho apprezzato Obama sia per la figura rassicurante che per alcune scelte (tipo quelle sulla sanità pubblica), ma un repubblicano come presidente adesso sarebbe come una scintilla in una stanza piena di gas: (paradossalmente) il catalizzatore perfetto per rimestare l’economia mondiale scatenando l’ennesima guerra mondiale.

Scelgo Obama. Non ho voglia di guerre o di tarantelle in questo periodo.

Nel frattempo il momento s’avvicina è l’attenzione sulla Virginia e sull’Ohio si fa sempre più forte e pressante. Poi, ad un tratto la scintilla: guardo il saltimbocca che nel frattempo guarda languido il plaid. Addio Jambalaya!

Sono un Alberto Sordi qualsiasi, lo so.

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