Senza Erasmus non si cantano messe

Segnateveli: Finlandia, Olanda, Svezia e Regno Unito più Germania e Francia.

Semmai stesse pensando di partire per l’Erasmus e vi doveste accorgere che in realtà il programma di scambio di studenti non esiste più, sappiate che (formalmente) è “merito” di questi paesi.

E’ chiaro, la decisione di non stanziare più fondi per il programma non è una scelta precisa dovuta a motivi culturali, ma rientra nell’ambito ben più vasto dell’allocazione delle risorse europee.

In pratica: troppi sprechi con la cassa comune da parte di alcuni paesi. Tra questi c’è anche l’Italia (e-te-pareva) con 1 miliardo e 887milioni di fatture in attesa di essere rimborsate dall’Ue, soprattutto per i fondi destinati alle regioni. Altri paesi creditori sono la Spagna, la Polonia e la Grecia che reclama ben 504 milioni nei confronti di Bruxelles. Crediti vantati verso la Commissione per la politica di coesione che considera un obbligo giuridico pagare, ma che reclama di aver ricevuto più fatture del previsto da parte di questi determinati paesi. Abbastanza naturale quindi che paesi come Regno Unito e Svezia, da sempre vigili ed attenti nella questione di “better spending”, si siano posti di traverso per impedire di iniettare altri fondi nel bilancio dell’anno corrente.

Nel frattempo il 22 e il 23 Novembre c’è un nuovo Vertice straordinario per i fondi da stanziare per il periodo 2014-2020. Si tratta di più di mille milardi. C’è ancora tempo per convincere Germania e Francia a spostarsi nell’altro piatto della bilancia,ma, visto che per il 22 la decisione dovrà essere presa all’unanimità, la situazione sembra abbasta critica.

Riguardo all’Italia (5°paese per studenti ospitati), le cifre che rischiano di sparire con l’Erasmus sono abbastanza preoccupanti:

-22mila studenti che dall’Italia ogni anno si muovono soprattutto verso la Spagna, la Francia, la Germania e la Polonia.

-19mila studenti provenienti soprattutto da Spagna, Francia, Germania e Regno Unito.

-6 Atenei con almeno 500 studenti stranieri in meno: –

  • Università di Bologna 1.650 studenti
  • Università degli Studi di Roma La Sapienza 1.104
  • Università degli Studi di Firenze 1.046
  • Politecnico di Milano 711
  • Università degli Studi di Padova 635
  • Università degli Studi di Torino 534

[Fonte dei dati: EUROSTAT]

In fondo però mi vien da pensare che se l’ Erasmus venisse chiuso potrebbe essere una buona occasione da cogliere per riformare in maniera concreta le Università italiane, troppo obsolete ed incapaci di formare persone culturalmente e tecnicamente pronte per il mondo del lavoro, sempre più spostato verso la web economy.

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