Archivi del mese: dicembre 2012

Un anno a Napoli

Premessa: qui non troverete nè sfogliatelle nè monnezza, nè pulcinella nè morti ammazzati, nè Vele nè lungomareliberato.

Le foto postate riportano fedelmente il mio modo di vedere la città di Napoli: una città inquieta, distratta, spesso incivile ma pur sempre geniale.

1- “Consigli per l’uso” foto1

Parchimetro posizionato sul lungomare -altezza pub PennyBlack Waterfront. Marzo.

2-image“Sapevatelo!”

Tassista protesta contro il rincaro delle assicurazioni. Corso Umberto I. Ottobre.

3- “La legge è guasta per tutti”foto3

Tribunale di Napoli, centro direzionale. Maggio.

4-“L’allegro chirurgo” 399341_10200131159510264_1583330361_n

Conducente e barelliere in un’opera di manutenzione straordinaria del veicolo a Miano. Febbraio.

5- “Simbiosi amorosa” settembre

Fermata “Frullone” metro linea 1, direzione “Dante”. Settembre.

6- “Il Marchese del Grillo…”giugno (2)

Vigile parla al cellulare mentre perlustra via Roma. Giugno.

7-“Distrazione” DICEMBRE

Corso Umberto I, incrocio con via Mezzocannone e via Porta di Massa. Gennaio.

8- “Vacanze intelligenti”201716_4516923169687_407733590_o

Spazio antistante il Castel dell’Ovo. Agosto.

9-“Evoluzione della specie” aprile

Sul lungomare durante la Coppa America. Aprile.

10- “Modello Giuditta” luglio

Fila alla posta in Galleria Umberto I. Luglio.

11-“44 bus in fila per 6 col resto di 2” ottobre

Guasto ad un bus,Corso Secondigliano bloccato in direzione Scampia. Ottobre.

12- “Rebel rebel” maggio

Attempato pseudo-anarchico pseudo-fan dei Metallica con giubbino di jeans al distributore del gpl in via Janfolla, Miano. Maggio.

[Tutte le foto sono state scattate da me, potete prenderle e farne ciò che volete, se poi condividete citandomi sarete i miei eroi! :)]

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Il femminicidio, Pontifex ed i preti al fronte

L’episodio del volantino esposto dal parroco di Lerici  che giustifica il femminicidio risolleva il polverone causato dal blog di Bruno Volpe, ovvero Pontifex, il sito ormai diventato simbolo per tutti gli integralisti cattolici viste le dichiarazioni deliranti su argomenti come omosessualità e aborto.

Ogni volta che rispunta Pontifex mi viene del tutto naturale spostarmi con la mente a persone legate alla mia terra come Maurizio Patriciello, Aniello Manganiello o Luigi Merola (senza scordare mai l’opera di Giuseppe Diana ed altri). Nomi che diventano cari a tutti da queste parti se vicino gli si mette il “Don“, appellativo onorifico che si da a tutti i preti. Mi viene da collegarli perché è naturale scindere tra chi sceglie l’abito talare per fare carriera o soddisfare impunemente la propria libido e quelli come loro che si schierano con i più deboli, facendosi nemici come la Mafia, lo Stato o lo stesso Vaticano.

In questo preciso momento, piuttosto che  seguire i deliri medievali degli integralisti cattolici o i tweet del Papa, preferisco pensare al lavoro concreto di questi preti che ancora danno un senso ad una Chiesa troppo distratta.

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Magari i Maya avessero indovinato

“Male non fare, paura non avere. Vedrai che la sera riuscirai a poggiare la testa sul cuscino e a dormire tranquillo”.

Quando ero piccolo mio padre mi ripeteva questa frase come se fosse un mantra ogni volta che mi vedeva insieme a quelli che un giorno sarebbero diventati i protagonisti della faida più sanguinosa degli ultimi vent’anni. In quella frase c’era una certezza a cui aggrapparmi nel caso fosse andato tutto male.

Come potrei spiegargli che la notte io non riesco a dormire lo stesso nonostante sia cresciuto facendo di quei valori quasi una fede? Se i Maya avessero indovinato la loro profezia avrebbero fatto alla mia generazione un regalo certamente più onesto di quelli che ci hanno preceduto e che tutt’ora ci giudicano “giovani senza esperienza”.

Quotidianamente mi tocca stare qui a guardare l’intero pianeta affondare dentro ad un oceano di stronzate, a guardare le pubblicità su Youtube, ad ascoltare Giuliana e quel tizio con la “r” moscia che vogliono farmi guadagnare tanti soldi quando in realtà avrei voluto vedere solo una puntata di una serie tv a caso. E intanto le risposte ai curricula inviati diminuiscono sempre di più come le mail di risposta dei professori. Le scarpe si fanno sempre più strette e l’effetto della cravatta usata nei colloqui stringe come se fosse un cappio.

Se i calcoli fossero stati giusti l’Università non sarebbe diventata quel fiume che termina con un’enorme cascata. Una cascata piena di frustrazione, giornate passate a guardare le Istituzioni chiamarti schizzinoso/bamboccione/coglione mentre i loro figli, i loro amici, risultano tutti lautamente stipendiati e lanciati verso un bel futuro, mentre noi altri siamo costretti a cadere giù, verso il nulla. Quella cascata sarebbe dovuta essere una pista di decollo per sogni ed aspettative e invece è un precipizio umido in cui sta affondando un’intera generazione.

Comunque a me i Maya continueranno a stare simpatici, soprattutto dopo questo scherzo, fatto sicuramente dopo essere stati sterminati a migliaia dai conquistadores spagnoli. Ci avranno augurato anni di sofferenze, proprio come quelle subìte da loro prima di scomparire del tutto. Ed è proprio quello il finale che si sta verificando per la mia generazione. Non siamo la generazione X nè quella dei nativi digitali, noi siamo quelli che hanno saltato nel conto ed ora che stiamo prendendo coscienza non sanno che farsene: troppo vecchi per investire su di noi, troppo giovani per essere classe dirigente.

La mia generazione è quella abbandonata su un’isola, come i protagonisti di Lost. E proprio come si scopre nel finale della serie, siamo già tutti morti da un pezzo.

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La metropolitana più TUTTO del mondo

01_fermata_toledo_Napoli_672-458_resizeIl sito del Daily Telegraph l’ha scritto e tutti a ripertelo: tra le ventidue segnalate, la palma della più bella stazione del mondo è stata assegnata alla fermata Toledo di Napoli. Sul podio a seguire: Komsomolskaya di Mosca e Solna di Stoccolma.

Ora, tu che vivi da tanti anni a Milano, ma ti porti il mare nel cuore, e pure tu, che vivi a Napoli ma tieni le sfogliatelle sopra agli occhi, vedi la notizia data dal Daily Telegraph che rimbalza su tutti i quotidiani nazionali e pensi che Napoli sia diventato un posto dove è bello muoversi coi mezzi pubblici. E invece ti sbagli.

La linea 1 della metropolitana di Napoli non solo ha la stazione più bella, ma secondo il Laboratorio di Scienze cognitive e realtà virtuale immersiva del  Dipartimento di Psicologia della Seconda Università di Napoli, è anche la più rumorosa e con la pendenza più elevata del mondo.

Insomma, trattandosi di “mobilità”, la priorità andrebbe data alla qualità del servizio e non, come invece è avvenuto con alcune fermate della linea1, alle opere d’arte commissionate giusto per giustificare spese folli e ritardi disumani (a proposito: la fermata di “toledo” era stata prevista per il 2008 e persino l’inaugurazione è slittata di 4 mesi).

Io non dovrei dirlo, però so che stanno organizzando altri studi per farci vincere altri premi riguardo alla mobilità pubblica, in modo da avere un giorno la metropolitana più TUTTO del mondo.

In anteprima quindi, ecco i futuri premi e i relativi vincitori:

  • Circumvesuviana– Migliore rappresentanza storica delle diligenze dell’800 che attraversavano i canyon americani/Miglior assalto dei pellerossa/ Miglior disservizio.
  • Eav– Miglior modo per far fallire un’azienda e lasciare 1300 persone senza lavoro.
  • Consorzio “Unico”– Miglior tracollo progressivo e successivo scioglimento.
  • Fermata della metropolitana di Scampia– Fermata più brutta e scomoda del mondo
  • Linea 2– Migliore malattia infettiva trasmissibile da mezzo pubblico (premio “Tetano”).
  • A.N.M.- Miglior tempo d’attesa di un bus (2.15 ore in orario di punta)/ Peggior linea d’Europa e Premio speciale “Amy Winehouse” votato da tutti i tossicodipendenti campani per il miglior servizio navetta  (R5 da Garibaldi a Scampia).

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