Magari i Maya avessero indovinato

“Male non fare, paura non avere. Vedrai che la sera riuscirai a poggiare la testa sul cuscino e a dormire tranquillo”.

Quando ero piccolo mio padre mi ripeteva questa frase come se fosse un mantra ogni volta che mi vedeva insieme a quelli che un giorno sarebbero diventati i protagonisti della faida più sanguinosa degli ultimi vent’anni. In quella frase c’era una certezza a cui aggrapparmi nel caso fosse andato tutto male.

Come potrei spiegargli che la notte io non riesco a dormire lo stesso nonostante sia cresciuto facendo di quei valori quasi una fede? Se i Maya avessero indovinato la loro profezia avrebbero fatto alla mia generazione un regalo certamente più onesto di quelli che ci hanno preceduto e che tutt’ora ci giudicano “giovani senza esperienza”.

Quotidianamente mi tocca stare qui a guardare l’intero pianeta affondare dentro ad un oceano di stronzate, a guardare le pubblicità su Youtube, ad ascoltare Giuliana e quel tizio con la “r” moscia che vogliono farmi guadagnare tanti soldi quando in realtà avrei voluto vedere solo una puntata di una serie tv a caso. E intanto le risposte ai curricula inviati diminuiscono sempre di più come le mail di risposta dei professori. Le scarpe si fanno sempre più strette e l’effetto della cravatta usata nei colloqui stringe come se fosse un cappio.

Se i calcoli fossero stati giusti l’Università non sarebbe diventata quel fiume che termina con un’enorme cascata. Una cascata piena di frustrazione, giornate passate a guardare le Istituzioni chiamarti schizzinoso/bamboccione/coglione mentre i loro figli, i loro amici, risultano tutti lautamente stipendiati e lanciati verso un bel futuro, mentre noi altri siamo costretti a cadere giù, verso il nulla. Quella cascata sarebbe dovuta essere una pista di decollo per sogni ed aspettative e invece è un precipizio umido in cui sta affondando un’intera generazione.

Comunque a me i Maya continueranno a stare simpatici, soprattutto dopo questo scherzo, fatto sicuramente dopo essere stati sterminati a migliaia dai conquistadores spagnoli. Ci avranno augurato anni di sofferenze, proprio come quelle subìte da loro prima di scomparire del tutto. Ed è proprio quello il finale che si sta verificando per la mia generazione. Non siamo la generazione X nè quella dei nativi digitali, noi siamo quelli che hanno saltato nel conto ed ora che stiamo prendendo coscienza non sanno che farsene: troppo vecchi per investire su di noi, troppo giovani per essere classe dirigente.

La mia generazione è quella abbandonata su un’isola, come i protagonisti di Lost. E proprio come si scopre nel finale della serie, siamo già tutti morti da un pezzo.

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1 Commento

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Una risposta a “Magari i Maya avessero indovinato

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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