Le Vele di Scampia come la Torre Eiffel

Il polverone alzato dalla fiction “Gomorra-Scampia” di Sky, con la collaborazione di Roberto Saviano, ha dimostrato più di tutte le polemiche che ancora imperversano sui giornali, quanto sia forte il senso d’identità in quello che è il quartiere storicamente più giovane di Napoli. In realtà lo si era già capito un anno fa, quando l’On. Pina Picierno del Pd promuovette via Twitter la manifestazione #occupyscampia. L’evento fu un vero disastro soprattutto perché nessuno degli abitanti del quartiere fu presente. “Colpa della pioggia” provarono a giustificarsi gli organizzatori. In realtà nessuna delle associazioni locali fu coinvolte e fu bollato il tutto come una patetica passerella per i politici. Ed è grazie alla polemica sulla fiction, più che della resistenza alla terza faida, che si nota come associazioni, istituzioni e movimenti artistici del quartiere creino una “difesa collettiva” più convincente delle parole di tanti esperti che conoscono Scampia “tramite amici che vivono da quelle parti”.

Angelo Pisani, il presidente della Municipalità di Scampia,Piscinola e Chiaiano può sembrarare l’ennesimo politico in cerca di consensi ma non lo è, anzi, sembra il giusto tramite tra le istituzioni e le associazioni che lavorano sul territorio come missionari in terre lontane. Non sembra come tanti suoi colleghi che in questi giorni discutono il negare l’autorizzazione a girare le scene della fiction a Scampia giusto per cominciare a farsi vedere in fase pre-elettorale. Tipo il presidente della municipalità di Secondigliano, Vincenzo Solombrino, che invece di prendere spunto dal suo collega invita i produttori della fiction a girarla nella sua municipalità.

Se scrivo di questo episodio non è per fare da endorser a Pisani e nemmeno per provare a spiegare a quelli che oggi scrivono di censura e di polemica inutile quanto sia difficile smontare poi certi pregiudizi quando dici di vivere qui. Lo faccio perché sono avvilito.

Già in passato ho raccontato la differenza tra il quartiere di Scampia ed il mio quartiere (Secondigliano), e tutt’oggi vorrei provare a nascondere la mia paradossale invidia per gli abitanti del quartiere vicino, ma in questo caso come faccio a non trovare avvilente e fuori luogo l’uscita di Solombrino? Come fa a farsi portavoce di una realtà che sparisce ogni giorno nel cono d’ombra di Scampia? Prima di farsi intervistare dal giornalista de “Il Mattino” -che palesemente lo prende per il culo alla fine dell’articolo- avrebbe potuto tranquillamente continuare a fare quello che fa da inizio mandato: niente.

Giornalista: “Voi non avete la scenografia sfasciata delle Vele, che cosa potete proporre alla cineprese?”

Solombrino: “Ma vuole scherzare? Vengano a fare una passeggiata e capiranno…”

Eh si, cazzo! Il turismo! Perché nessuno c’aveva mai pensato? Hai visto quanto sono belle le palazzine Celesti dove uccisero Carmela Attrice e che tutt’ora è una delle principali piazze di spaccio degli Scissionisti? E il rione dei fiori detto TERZO MONDO, fortino dei Di Lauro? Vuoi mettere? Già ce la vedo Cupa dell’arco come la nuova via Montenapoleone, la Ku’dam, la Carnaby Street se non addirittura i nostri Champs-Élysées!

Certe realtà vanno raccontate per quelle che sono e non tramite fiction prodotte da Sky o romanzi editi da Mondadori, ma facendo nomi e cognomi, ma soprattutto mettendoci la faccia e rischiando il culo. Capito Solombrì?

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