Operazione MagnaNapoli: quando l’arresto di un prefetto non fa rumore

Parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi;
tanta voglia di ricominciare abusiva.
Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate;
il visagista delle dive e’ truccatissimo. -La terra dei cachi (Elio e le storie tese)

L’ hanno chiamata “Magnanapoli” e non per l’appartenenza alla Magna Grecia, ma per una pura trasformazione dialettale del verbo “mangiare”. I principali quotidiani locali in questi giorni hanno preferito non argomentare il fatto come se non fosse di assoluta proprietà. Trattano la notizia come se fosse il “solito” scippo nei pressi della stazione centrale.

Quella che è emersa in questi giorni è una vicenda che porterebbe alla risposta di tante domande rimaste irrisolte in questi anni, una su tutte la causa del suicidio dell’assessore Nugnes nel 2008 e la scomparsa misteriosa dei fascicoli su cui la Dia stava lavorando riguardo all’immobiliarista Romeo.

Qualche giorno fa ad essere ammanettato è stato il prefetto Oscar Fioriolli, fino a qualche anno fa questore di Napoli a cui è contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito di appalti relativi, in particolare, al comparto sicurezza e videosorveglianza. Fioriolli è inoltre accusato di avere turbato la gara per la ristrutturazione del commissariato Decumani per un importo di 800mila euro. L’ex questore avrebbe segnalato illecitamente all’ex provveditore alle opere pubbliche Mario Mautone le imprese a cui aggiudicare gli appalti.  Lo stesso Mautone è l’ ex provveditore alle Opere pubbliche di Campania e Molise, già condannato a Napoli nel processo per l’appalto Global Service. Ordinanze di custodia notificate anche ai manager di Elsag, Carlo Gualdaroni e Francesco Subbioni.

Nomi che porterebbero  ad altri nomi, sempre più altisonanti della politica (bipartisan) che in questi anni sono passati per la Campania e per il Molise.  Giorgio Napolitano qualche anno fa anticipò ciò che stava per accadere, come una moderna Cassandra: «E´ assolutamente indispensabile che cambino i comportamenti di tutti i soggetti, pubblici e privati, che condizionano negativamente il miglior uso della risorse disponibili con il peso delle intermediazioni improprie che possono ricondursi a forma di corruzione e clientelismo, interferenza e manipolazione. (Bisogna) mettere in discussione la qualità della politica, l´efficienza delle amministrazioni pubbliche e l´impegno a elevare il grado complessivo di coscienza civica». Ma a parte Nugnes che non riuscì a reggere le pressioni (degli inquirenti e anche dei servizi segreti) tutti fecero orecchie da mercante.

Appalti pilotati, cene per “ammorbidire” gli ostacoli più duri e raccomandazioni. Una valanga di raccomandazioni: da quelle per i posti di lavoro a quelle per gli esami di maturità, passando per i posti barca a Capri in cambio di un provino nelle giovanili del Napoli. Società di proprietà del comune, holding, società in compartecipazione tra questo e quell’altro ente.

Il caso di Fioriolli è strettamente connesso a quello di Nugnes e dell’agente immobiliare Romeo, di cui, guarda caso, proprio in questo periodo l’amministrazione di Palazzo San Giacomo si è “liberata” riguardo la gestione degli immobili comunali. Una trama più intricata di una tela di ragno che difficilmente porterà a galla tutta la verità su quella mano invisibile che fino ad oggi muoveva i fili di appalti e società operanti a Napoli.

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