Caro Papa ti scrivo

Stavo pensando, e se fondassi un comitato chiamandolo “Joseph ci manchi”? No? Troppo scontato, eh?

Eppure in un periodo in cui nessuno si vuole dimettere, tu ne esci a testa alta facendo la figura del signore (non lo scrivo in maiuscolo per evitare confusioni e conflitti vari). Certo, il momento storico, l’incertezza del futuro ecc. Ma ci vuole coraggio a mollare quando sei al vertice dopo tanta gavetta aziendale. Soprattutto perché il tuo posto era a tempo indeterminato, solo la morte t’avrebbe smosso da là. Ci vuole fegato ad ammettere che non ce la fai più ad andare avanti, a posare la croce e ad accettare il fatto che di Gesù ce ne sia stato solo uno. Anche se, pure lui, volendo, ad un certo punto s’era sfastriato di farsi insultare (come è capitato a te su Twitter) e se ne era tornato da dove era venuto:

“Papà, perdona loro perché non sanno quel che fanno, però s’è fatta na certa e tra un po’ viene a piovere, non è che potresti passare a riprendermi?”

Come se la pedofilia, l’omofobia, la banca vaticana (con relative magagne) e la povertà nel mondo fossero cominciate tutte col tuo papato. Come se prima di te la Chiesa non avesse mai avuto alcuna responsabilità politicamente oggettiva sui fatti più importanti nelle epoche passate. Certo, Carol rideva di più, ma pure Max Giusti alla lontana è riuscito a soppiantare Bonolis ad “Affari tuoi”, quindi è possibile che ce l’avresti fatta pure tu con un’altra cinquantina d’anni di pontificato.

Avevi superato brillantemente il caso Vatileaks, come una Regina Elisabetta qualsiasi, glissando e perdonando quello scornacchiato del maggiordomo spione che in realtà avresti voluto sputare in occhio ma che, alla fine, sei stato costretto a perdonare:

“Vabbuò è stata ‘na sciucchezza, ‘na fesseria di caffè, non lo farà più, so’ sicuro, è vero Paoluccio?”

Chissà se il prossimo Papa utilizzerà pure Facebook, Pinterest e Linkedin, se farà un featuring con Pitbull e i Club Dogo, se aprirà un blog dove consiglia i risultati esatti delle partite di calcio o se scriverà libri di ricette come Benedetta Parodi e Suor Germana. Se verrà eletto televotandolo o se si faranno le primarie come nel Pd. Insomma, chissà se renderà la Chiesa Cattolica un prodotto più appetibile e simpatico come la società vuole o se sarà considerata ormai desueta come un disco di Michele Zarrillo su iTunes. Intanto tu riposati e goditi l’effetto che fa sentir parlare di te come se fossi già morto. Ma mi raccomando però, non grattarti i coglioni che sennò è…rigore!

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2 commenti

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2 risposte a “Caro Papa ti scrivo

  1. Concordo!
    E spero sia da esempio per un po’ di gente… che ancora gira che ti rigira non lascia il posto manco a levarglielo! Mannaggia!

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