Archivi del mese: marzo 2013

Marò, che risate!

Il caso dei due Marò si sta facendo veramente divertente. Adesso m’aspetto che tornino in Italia la settimana prossima per le vacanze di Pasqua.
Poi per il 25 Aprile, poi per il 1° Maggio, poi per la Sagra della ciliegia di Chiaiano. In pratica impiegano meno tempo loro a fare la spola tra l’Italia e l’India che uno studente della provincia napoletana quando vuole andare a seguire i corsi.

MARO': FDI, SIT-IN A MONTECITORIO, TERZI IN INDIA VACCI TUChe poi, pure gli esperti di diritto internazionale proprio non capiscono come siano possibili le posizioni del governo indiano: niente pena di morte, niente galera, niente frustate, niente cazziate. Niente. Però se non li fate tornare ci mettiamo a giocare ad “Un, due, tre…stella!” col vostro ambasciatore. Boh.

io-sto-con-i-pescatori-indianiIntanto in Italia, oltre alla solita spaccatura tra chi vuole i Marò condannati e chi li vuole liberi, le istituzioni sembrano assumere la stessa posizione profeticamente rivelata dal “Don Raffaè” di De Andrè:

 

Prima pagina venti notizie
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna, s’indigna, s’impegna
poi getta la spugna con gran dignità

maro.jpg_415368877

3 commenti

Archiviato in Blog

Nato il 21 Marzo 1986

Sono Vincenzo e sono nato un mese prima del disastro di Chernobyl . Vivo in una regione che, col giochetto dei rifiuti sversati illegalmente, mi rende ogni giorno sempre più esposto a tumori di diverso genere. Probabilmente avrei fatto meglio a farmi adottare da una coppia di ucraini del distretto di Ivankiv mentre loro mandavano i figli a fare il viaggio inverso con la speranza che qui avrebbero avuto una vita migliore.

Esattamente dieci anni dopo la mia nascita questa è diventata la Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Nel frattempo qui a Secondigliano ci sono state 3 faide e più di 300 agguati, di cui molti andati a segno e che, in alcuni casi, hanno fanno vittime innocenti come Mina Verde o Lino Romano. Insomma, la Camorra mi ricorda quotidianamente che è qui e che la memoria è ancora troppo corta.

bhMa questo, a prescindere dalla mia nascita, è pur sempre il primo giorno di primavera e, mai come quest’anno, credo ci sia voglia di ricominciare a vivere serenamente. Per questo oggi farò quello che non riesco a fare di solito: resterò in casa tutto il giorno a curare le mie piantine, rotolandomi nel letto, mangiando dolci, leggendo quei libri che non sono mai riuscito ad aprire ed ascoltando la musica che dico io e non quella che decide la radio.

A volte me ne sento 54 e a volte 7, ma oggi il calendario dice che gli anni sono 27 ed io non posso far altro che sorridere. Proprio come cantava Vasco prima di scimunirsi su Facebook:

E’ un po’ come perder tempo
VIVERE…e sorridere dei guai
così come non hai fatto mai
e poi pensare che domani sarà sempre meglio

Vivere
e sperare di star meglio
e non essere mai contento
come stare sempre al vento
VIVERE COME RIDERE

Senza perdersi d’animo mai
e combattere e lottare contro tutto contro
oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento!

nin

1 Commento

Archiviato in Blog

Morire a quattro anni

Non lo so, non riesco a smettere di pensarci. Penso a quel padre che avrebbe voluto festeggiare la festa in suo onore e invece ricorderà per sempre questo giorno come quello in cui ha perso il figlio di quattro anni per un boccone di mozzarella andato storto.

Penso a mia mamma, insegnante in una scuola di frontiera e madre di questo unico figlio (che pure rischiava di perdere, come l’altro avuto qualche anno dopo), ai suoi occhi che diventano lucidi quando mi racconta dei bambini della prima elementare che la chiamano “mamma“. Penso a tutte le volte che sono dovuto andarla a prendere di sera in qualche parte sperduta della città per via dei suoi corsi di preparazione a qualsiasi situazione catastrofica, a qualsiasi tipo di soccorso. Forse lei avrebbe saputo cosa fare. Forse…

La radio di Spotify nel frattempo passa questa ed io crollo. Ripenso a quel bimbo e alla sua mozzarella, ai giochi che avrebbe voluto fare dopo aver mangiato e alle cazziate che mi prendevo io a quell’età per la mia ostilità nei confronti dei fagioli e del prosciutto cotto. Il cuore mi si rimpicciolisce talmente tanto da farmi male. Per oggi chiudo.

P.S. In questa foto ci sono io a quattro anni. Sono nella fila centrale, il secondo partendo da sinistra. Mi si riconosce per la stempiatura.

foto scuola 2

Lascia un commento

Archiviato in Blog

Piazza Bellini non è mai stata tranquilla

L’episodio dell’aggressione al palestinese proprietario del bar arabo a piazza Bellini ad opera di balordi provvisti di bastoni ha sollevato la giusta dose di indignazione. Ma non si può scordare che proprio quella piazza sia stata, fino a qualche mese fa, il luogo in cui si sono verificate più aggressioni a danno di omosessuali e minoranze etniche che nel resto della città.

Si potrebbe risolvere tutto semplicisticamente additando i gruppi ultras presenti in piazza, ma sarebbe sbagliato. La situazione è più complessa del previsto e riuscire a spiegarsi tutta questa violenza sarebbe come riuscire a spiegare il motivo per il quale il bacino d’utenza che un tempo frequentava piazza del Gesù  sia migrato nel tempo, prima a piazza Santa Maria la Nova, poi fuori all’Orientale ed infine proprio a piazza Bellini.

Insomma, migrazione geo-economica a parte, non riesco a spiegarmi come, un’aggressione a danni di un uomo (palestinese, certo, ma integrato perfettamente nella società) venga messo viralmente più in risalto di pestaggi subiti da coppie omosessuali trovatesi in piazza come tante coppie etero. Che si voglia forse rendere anche piazza Bellini un luogo da cui migrare?

bellini

Lascia un commento

Archiviato in Blog