Morire a quattro anni

Non lo so, non riesco a smettere di pensarci. Penso a quel padre che avrebbe voluto festeggiare la festa in suo onore e invece ricorderà per sempre questo giorno come quello in cui ha perso il figlio di quattro anni per un boccone di mozzarella andato storto.

Penso a mia mamma, insegnante in una scuola di frontiera e madre di questo unico figlio (che pure rischiava di perdere, come l’altro avuto qualche anno dopo), ai suoi occhi che diventano lucidi quando mi racconta dei bambini della prima elementare che la chiamano “mamma“. Penso a tutte le volte che sono dovuto andarla a prendere di sera in qualche parte sperduta della città per via dei suoi corsi di preparazione a qualsiasi situazione catastrofica, a qualsiasi tipo di soccorso. Forse lei avrebbe saputo cosa fare. Forse…

La radio di Spotify nel frattempo passa questa ed io crollo. Ripenso a quel bimbo e alla sua mozzarella, ai giochi che avrebbe voluto fare dopo aver mangiato e alle cazziate che mi prendevo io a quell’età per la mia ostilità nei confronti dei fagioli e del prosciutto cotto. Il cuore mi si rimpicciolisce talmente tanto da farmi male. Per oggi chiudo.

P.S. In questa foto ci sono io a quattro anni. Sono nella fila centrale, il secondo partendo da sinistra. Mi si riconosce per la stempiatura.

foto scuola 2

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