Archivi del mese: aprile 2013

Ci mancava Civati in versione Maurizio Pistocchi

E’ da ieri sera che aspetto il post di Pippo Civati che spieghi concretamente perché le scelte di Letta (sul quale dei due scegliete vobis) siano sbagliate. Lui l’aveva già annunciato a Radio Rai, quindi non mi sto inventando nulla. Quel post uscirà come è sempre uscito prima e dopo una mossa importante del Pd, quasi come a sottolineare il “ve lo avevo detto”.

civatiUscirà e tutti condivideranno, manco fosse il nuovo Messia di un partito che in realtà è tenuto insieme con lo sputo. Un partito che, è bene ricordarlo, è fondato solo sull’opportunismo e sulla voglia di fare carriera. Giovanile compresa. Altrimenti non si spiegherebbero le frasi vuote di significato, la pacatezza dei toni di ragazzi che a vent’anni ne dimostrano già cinquanta.

E allora diciamo che questo Governo ci fa cagare a prescindere. Scriviamolo nonostante Emma Bonino, Maria Chiara Carrozza, Josefa Idem e
Cecile Kyenge. Cioè: una campionessa olimpionica allo Sport, un medico nato in Congo all’Integrazione, un rettore di un ateneo prestigioso all’Istruzione ed una donna come la Bonino agli Esteri. Anzi, vista la competenza delle signore, si dovrebbe gridare al miracolo visto che siamo in Italia. Ma vabbè, il dissenso fa comunque rumore e in tutto questo casino un po’ di dissenso che non sia grillino fa comunque bene (a chi non si sa, ma l’ho scritto già: vabbè!).

pistocchiE invece no, ora ci tocca la moviola di Civati in versione Pistocchi che spiegherà che i Ministeri più importanti non sono stati assegnati al Pd. Magari, proprio come l’esperto Pistocchi quando paragona Robben del Bayern Monaco a Cerci del Torino. Perché sì, in fondo bisogna andare controcorrente altrimenti nessuno parla di te. E allora vai Pippo, tanto col culo degli altri son tutti Ministri (o futuri candidati come segretari del Pd).

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Blog

Il Partito Defunto ed una nazione orfana

Ho sorriso quando ho letto che Bersani s’era dimesso, poi ho provato vera compassione (non pena) per un uomo che ha fatto più di quel che fosse nelle sue possibilità. Da queste parti quelli come lui vengono chiamati teste di legno: persone che ricoprono incarichi di rilievo pur non avendone i requisiti soltanto perché, chi dovrebbe ricoprirli, non può per variabili motivi.

Bersani non è mai stato un leader. Berlusconi lo è. Renzi lo sta diventando. Nemmeno D’Alema lo è, si metta l’anima in pace. Bravissimo a tramare nell’ombra ma scoglionato totalmente quando si tratta di uscire alla luce del sole per far sentire le proprie ragioni a tutti.

manifesto-per-l'italia-finiA Massimino però va dato atto che qualcosa pure lui l’ha fatto. Perché se è pur vero che il ventennio berlusconiano ha formato giovani arrivisti disposti a tutto pur di fare un po’ di soldi con le Hogan ai piedi, dall’altra parte, sempre negli stessi anni, si formavano schiere intere di adolescenti che a 20 anni (sotto i loro belli ma inutili gazebo) si definiscono già moderati (orrore!!) e sono capacissimi nel distruggere i piani altrui ma totalmente  incapaci nel costruire qualcosa di proprio.

Ma allora, se nella seconda Repubblica c’è stato uno spostamento verso il centro (sia da destra che da sinistra) dovuto alla fine della balena bianca, chi accoglierà la terza Repubblica visto che non ci sono più nè giovani nè idee?

lacrime

1 Commento

Archiviato in Blog

Salvate il soldato Giggino!

Nel 1980 i commercianti napoletani fecero una manifestazione come quella di due giorni fa, ma fu contro il racket e quindi contro la camorra.
Il Sindaco di quegli anni era Valenzi, considerato da tanti il miglior sindaco di sempre.

Eppure ieri in tanti si chiedevano: “Ma perché non fanno una manifestazione contro quelli che gli chiedono il pizzo? Vuoi vedere che dietro questa serrata c’è la mano della camorra?“. La domanda che pongo io invece è: “In quanto sarebbe terminata la manifestazione se invece di far trovare gli agenti anti-sommossa avessero accolto una delegazione di manifestanti all’interno di Palazzo San Giacomo?”.

A rispondermi c’ha pensato stamane il Sindaco:

«Ringrazierò sempre la mia giunta ma ho bisogno di una squadra più forte. Siamo in guerra ed essere persone perbene e grandi lavoratori non basta più, ho bisogno di gente che abbia un raccordo profondo con la città, è un momento drammatico e non tutti sono all’altezza di fare la guerra».

Ecco, appunto. Come non detto. Che qualcuno salvi lui e noi, presto.

giggin

Lascia un commento

Archiviato in Blog

Napoli è un parad…osso

Chiunque abiti a Napoli e ne viva i disagi è in grado di distinguere la mano del sistema camorristico dalla frustrazione di tanti. La serrata dei negozi avvenuta ieri non ha nulla a che fare con la camorra. E’ che Napoli non accetta stravolgimenti. Chi prova a farne finisce poi masticato dall’opinione pubblica e poi sputato lontano. Succederà anche a De Magistris così come capitò alla Iervolino: le mani che lo stanno conducendo al patibolo sono le stesse che lo portavano in trionfo il giorno della vittoria su Lettieri.

Ma Napoli è mossa da un sentimento anarchico che non c’entra nulla con l’inciviltà. Possiede leggi consuetudinarie antiche e parlare/scrivere senza conoscerle è grave quasi quanto volerle stravolgere. Ci si può imbruttire nel non riuscire a cambiare le cose, ma bisogna farsene una ragione -che non equivale a rassegnarsi- ed accettare che la storia di questa città sia un paradosso continuo (tipo vantarsi dell’origine del bidet nonostante tutta la merda che abbiamo in giro).

ztl

Lascia un commento

Archiviato in Blog