Lo ammetto: amo la Ztl

Amo la ztl di Chiaia perché in questo momento è la cosa che rappresenta di più Napoli. Più dell’eroina venduta nelle case dei Puffi, più degli assist di Insigne, più dei mezzi che non passano, più delle studentesse fuorisede che percorrono in fretta via Mezzocannone trascinando la valigia a terra, più delle macchine parcheggiate a cazzo a San Martino, più delle birre da 1 euro a piazza Bellini, più dei tweet pseudoribelli del sindaco.

ZTL2Una ztl che fa male alla psiche di chi la deve affrontare quotidianamente, che cambia ogni giorno e rende sempre diverso il percorso da fare per arrivare da una parte all’altra della città (persino ai taxi). Una ztl che si contraddice quando permette alle auto di passare nelle vie chiuse soltanto per snellire la viabilità. Insomma, una ztl a misura di una città sempre poco incline ad accettare regole e stravolgimenti.

Amo la ztl perché mi appare confusa, indecisa, nervosa, scazzata, imprevedibile, a tratti lenta ed a tratti immobile, quasi come se la città volesse rispondere così alla frenesia della viabilità romana e milanese.

E quindi niente, ero lì che leggevo l’articolo di Ilaria Puglia su Parallelo 41 quando ad un tratto ho realizzato quello che stava avvenendo: mi stavo innamorando della zona a traffico limitato.

ZTL

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