Ci stanno un poliziotto, un disoccupato (di destra) ed un giornalista

Un poliziotto ferito, un disoccupato di estrema destra ed un giornalista. Sembra una barzelletta e invece sono tre storie diverse tenute insieme (involontariamente) dalla visita napoletana del Ministro dell’Istruzione. Storie di rabbia e tristezza, ma soprattutto di una città pronta ad esplodere.

Storia 1: Piazza del Plebiscito. I disoccupati e gli studenti se le stanno dando di santa ragione. I poliziotti caricano. Uno di questi placca uno studente ed entrambi finiscono a terra. Subito dopo si sente: “Oh, chiama un’ambulanza, chiama un’ambulanza!”. Il poliziotto, quello del placcaggio, prova a rialzarsi ma un paio di colleghi lo tengono a terra, quasi come se fosse stato sparato e lui stesso non se ne fosse accorto. Gli altri (quattro per la precisione), nel frattempo, bloccano lo studente. [Qui il video del Corriere del Mezzogiorno]20130507_46815_yy5

Storia 2: Piazza del Plebiscito. Un disoccupato di estrema destra per qualcuno è difficile da immaginare, ma tant’è. Esiste e dice di avere le sue buone ragioni pure se nel 2003 è stato arrestato per aver intascato tangenti da altri disoccupati (per iscrizioni a cooperative) per conto del clan Misso. Sotto la Prefettura ci stanno un sacco di disoccupati del genere. Dicono di avere un incontro col Prefetto, che però (si) nega. Lì però ci sono pure gli studenti dei collettivi di estrema sinistra. E i celerini in tenuta antisommossa. Pochi minuti e parte la prevedibile zuffa: scontro fisico, generazionale ed ideologico destinato sicuramente a ripetersi.due

Storia 3: Via San Sebastiano. Carlo fa il giornalista. Sa di una manifestazione di studenti e ricercatori che parte da Spaccanapoli, sale via San Sebastiano e dovrebbe arrivare davanti al Conservatorio, dove in quel momento c’è il Ministro dell’Istruzione. Lui va tranquillo, convinto che un giornalista in quanto tale, goda di un’immunità non dichiarata. Arriva e comincia a filmare proprio mentre la polizia carica e randella gli studenti che mantengono lo striscione. Carlo continua a filmare. Poi, ad un tratto, il capo dei poliziotti, gli strappa la telecamera dalle mani e, nonostante Carlo ripeta di essere un giornalista e di avere con sé il tesserino dell’Ordine, viene portato in Questura per essere identificato. [Qui il video di tutta la storia]

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