La guerra (civile) che il Pd vive da sempre

Se per assurdo escludessimo quelle categorie di italiani che spesso si trova a manifestare per i propri diritti (operai, disoccupati ecc.) chi resterebbe che, nell’ultimo periodo, ha usato la strada per manifestare il proprio dissenso? Proprio loro: i BERLUSCONES!

Certo, da qui ad una guerra civile come annunciato da Bondi ce ne passa, ma, il fatto che alle “solite” categorie di cui sopra si sia aggiunta questa dei sostenitori di Berlusconi dovrebbe indurre a qualche ragionamento meno frettoloso e irridente. Perché se c’è qualcuno che potrebbe fermare questa escalation di follia è proprio il Pd.

Tra primarie, dimissioni e continue cospirazioni tra le varie correnti il Partito Democratico vive la tensione di una guerra (civile) sin dalla sua formazione, quindi, chi meglio di renziani, bersaniani, giovani turchi, lettiani, dalemiani, bindiani, ecologisti democratici, franceschiani, fassiniani, veltroniani, fioronani, liberal, ulivisti, teodem e liberi democratici* sa come si potrebbe gestire -male- una ipotetica guerra civile? Nessuno, manco loro. Infatti chiedere a questi una reazione dinanzi alle parole di Bondi è come chiedere stupore ad un milanese davanti alla nebbia.

*(senza contare i Giovani Democratici, che non sono una corrente, ma la giovanile del Pd che rivive al proprio interno la stessa meravigliosa guerra di correnti anche tra sezioni della stessa città).

rivoluzione

 

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