Ho salutato Al Pacino ma non ha ricambiato

Liberato entra nella stanza a fianco, dove attorno ad un tavolo i creativi sono già in attesa di ordini. Per un istante osserva dalla finestra il lavoro degli impiegati, poi si gira.

-Signori, l’obiettivo di oggi è comunicare al popolo che il nostro sindaco può riportare in auge la cultura a Napoli. La priorità dev’essere la semplicità. Forza, sentiamo le proposte –

Alle dieci e mezza di mattina è un momento cruciale a palazzo San Giacomo. All’interno del salone adibito a control room una decina di staffisti scandagliano i gruppi su Facebook a caccia di commenti negativi, per screenshottarli ed archiviarli. La manovra è delicata e lunga, necessita manodopera costante e le tazze di caffè costellano le scrivanie piene di terminali.

I creativi si consultano, scrivendo freneticamente sui loro tablet.

-Allora, post su Facebook. Titolo, “I poteri oscuri dello zodiaco”. Testo: non ci fermeremo mai per niente al mondo perché noi siamo figli delle stelle senza storia senza età eroi di un sogno.-                                                                                                  – Sì, ma dovete renderlo un po’ meno onirico, scamardello, staccionato… –

Tutti si guardano in faccia per provare a capire cosa è stato detto.
-No, fermi, questa è già stata usata –
-Da chi? –
– Alan Sorrenti –
-E che ci frega? L’importante è essere più social, più auanasghenc e meno radical-
-Che ne dite di un video? Dopotutto i napoletani non sanno leggere-
-Già mi piace! – disse Liberato, indicandolo – ovvero? –
-Prendiamo il sindaco e gli facciamo invitare qualcuno di famoso… –
-Perdìo, piacerà un sacco ai cuozzi. Titolo? –
-“Ciao nomedelpersonaggiofamoso” –
– Chi possiamo fargli invitare?-
– Di famoso? –
-Ovvio. Serve qualcuno che dia lustro alla cultura e alla tradizione napoletana. Mica possiamo fargli invitare Balotelli? –
-Ah –
-Lo scopo è comunicare che c’è un senso a questo invito. Insomma qualcuno che ha un possibile legame con la città. –
-Facciamogli invitare Renzo Piano!-
– Riccardo Muti? –
– Sofia Loren? –
-No, qualcosa di più eccessivo. Qualcosa di talmente grosso da risultare incredibile.-                                                                                                                                              – Dario Argento?-

Qualcuno tossisce.
– Ce l’ho: AL PACINO! –
-BELLO! – dice Liberato, battendo il pugno sul tavolo – mi piace. MI PIACE! – -Ma quale sarebbe il legame tra Napoli e Al Pacino?- domanda perplesso uno staffista.

Attimi di silenzio.

– La malavita! I delinquenti adorano i film tipo “il Padrino”, “Serpico” e “Scarface” in cui fa Hannah Montana…-
-Ihihihih, Al Pacino è perfetto – continua sghignazzando Liberato – passatelo alla stanza della web-tv, voglio Gigi pronto tra 10 minuti, una cosa informale, leggera. Facciamo vedere a Renzi di cosa sono capaci i comunicatori napoletani!-

Gli staffisti, ricevuto il video, lo pubblicano sul sito del Comune e sulla pagina Youtube de Il Mattino. In pochi minuti, il video comincia a propagarsi come un virus, entrando nelle pagine di altri che la condividono a loro volta. Un LURULU in sala comunica il primo commento.

LURULULULULULU
LURURULU

-Signore – dice uno staffista – abbiamo una mole di commenti spaventosa! Un disastro oltre ogni aspettativa! Molti si chiedono se fosse ubriaco! –

LURURULU

Liberato si scuote, guardandolo.

LURULU
LURULURU
LURURULULU

Liberato lo osserva, poi osserva i primi secondi del video che scorrono su un portatile.

-Impiegato, ti rendi conto che abbiamo fatto una cazzata, vero? –

LURULU

LURURULU

LURULULU
LURURULU
LURULU

-Uhm – borbotta l’impiegato, guardando le navi da crociera che attraccano di fronte – uhm… –

Liberato segue lo sguardo dell’uomo che oltrepassa le file di terminali e raggiunge il megaschermo, dove i commenti vengono postati. L’occhio si fissa su uno in particolare.

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LURULU

-No – mormora inorridito – NO –

Con uno scatto si alza dalla sedia e si precipita nella sala di controllo. I telefoni cominciano a suonare all’impazzata.

-SIGNORE! – urla un impiegato, terrorizzato – NON HANNO CAPITO UN CAZZO! CI STANNO INSULTANDO TUTTI! –

Liberato è paralizzato e guarda i commenti scorrere sul megaschermo.
LURULU

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LURULU

-Non è possibile – mormora Liberato
-Signore, cosa facciamo? –

LURULU

-Quel commento, “io non ti ho votato per queste stronzate”, toglietelo –

LURULU

-Non possiamo, signore! Piace a otto persone! –

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LURULURU

LURULURU

-Allora togliete tutto! Rimuovete il video! –
-Ma… ma è già stata condiviso! –
-Da quanti? –

LURULURU

LURULURU

-Da… da più di duemila persone… –

-Condivisioni in aumento! –
-Su Twitter parlano di noi 689 persone, in aumento… –
-Domattina Dagospia farà strage dei nostri orifizi se non facciamo subito qualcosa. Usate i profili fasulli e cercate di far capire a quel popolo di cuozzi che è uno scherzo. Presto! –

Liberato guarda il megaschermo con la morte negli occhi. Nella sala gli impiegati sono tutti girati verso di lui, in attesa di input. L’unico suono è il LURULU dei commenti, ripetuto ossessivamente.

-A quanti commenti siamo? –
-2300 –

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Tornato a casa accese il portatile senza nemmeno togliersi la giacca. Andò su Youtube e fece partire il video.

Mentre i sottotitoli spiegavano in inglese cosa stesse accadendo pensò che non tutto era perduto e che l’unico modo per rimediare a questo errore era farne altri ancora più clamorosi.

Leggi pure:

0-Messaggio ai sostenitori di De Magistris

   2- In bicicletta su un campo minato

3- Su Google Maps non trovi monnezza

-Sai, impiegato, a volte mi domando se… cioè, ci pagano bene. Ci hai mai pensato? Ci pagano davvero bene. Finché mia moglie va ad abbronzarsi in costa Smeralda io non protesto. C’ho i soldi in Svizzera, figurati. Solo… hai mai pensato al concetto di patria? –
-Non sono pagato per questo –
-No, lo so. Ma pensaci un secondo. Faremo dei figli, un giorno. Hai mai pensato che quello che stiamo facendo, quello a cui stiamo partecipando, non è altro che una culla imbottita di esplosivo per i nostri figli? –
-Non la seguo –BEBEEP

– See more at: http://bagniproeliator.blogspot.it/2012/09/cosa-siete-una-tribu-di-handicappati.html#sthash.1WtQrPNM.dpuf
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3 risposte a “Ho salutato Al Pacino ma non ha ricambiato

  1. Pingback: Messaggio per i sostenitori di De Magistris | Il Terronista

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  3. Pingback: Su Google Maps non trovi monnezza in giro | Il Terronista

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