Archivi del mese: settembre 2013

Siani e Saviano: la differenza tra il giornalista-giornalista e il giornalista-impiegato

«Ma a te chi ti paga?»
«A me il giornale. Poco, ma il giornale. E a lei invece? Chi la paga?»

(da “Fortapàsc” di Marco Risi)

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La sensazione che ho avuto nel vedere Roberto Saviano guidare l’auto che fu di Giancarlo Siani è stata abbastanza strana. Sia chiaro: non sono uno dei tanti detrattori di Saviano, anzi, ne ho sempre apprezzato le qualità narrative e la capacità comunicativa. Però, nel momento in cui è salito su quella Mehari verde pistacchio ho pensato alla sua condanna per plagio ed è stato lì che ho smesso di applaudirlo.

Tra le tante scene significative di Fortapàsc c’è quella in cui il capo di Siani gli spiega la differenza tra giornalisti-giornalisti e giornalisti-impiegati. In pratica, i primi sono quelli che vanno in giro mettendosi sempre in discussione, spesso ricevendo una miseria come stipendio (quando lo ricevono), mentre gli altri se ne stanno seduti tranquilli in attesa che le cose succedano (lautamente stipendiati).

Dietro quella differenza però non ci sono solo due categorie giornalistiche, ma modi diversi di intendere la vita. Saviano è un giornalista-impiegato e quella condanna lo conferma, ma, se al posto suo ci fosse stato un giornalista-giornalista (vedi Arnaldo Capezzuto), in pochi si sarebbero interessati all’evento.

Perché probabilmente quelli che oggi si emozionavano sono gli stessi che non avrebbero scrupoli a denunciare un giornalista precario, ad ammazzarlo con l’indifferenza solo perché sconosciuto a molti. Perché le vie nel giornalismo sono quelle: o ti pieghi o ti spezzi.

È così che funziona, vero Giancà?siani

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Su Google Maps non trovi monnezza in giro

Il barista posa i caffè sul tavolo e si congeda -Arivedecci-

-Secondo me dovremmo cambiare questi divani, la pelle mi fa sudare troppo. Dovremmo andare all’Ikea, sul catalogo ce ne sono alcuni coi pupazzetti troppo carini… –

Liberato osserva stranito il sindaco mentre quest’ultimo accarezza il bracciolo di una poltrona.

-Basta con questo grigiore. Bisogna cambiare. Voglio i pupazzetti!- insiste.

Liberato annuisce dopo aver bevuto il suo caffè. – Va bene, ora però andiamo-

-YUPPIEEEEE!- esulta il Sindaco mentre dalla tasca estrae il cellulare e comincia a scrivere.

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Sulla lavagna luminosa della stanza accanto vengono proiettate mappe dettagliate della città. Uno staffista suda davanti ai più fidati uomini del sindaco. In ballo c’è la sua carriera, la sua promozione più ambita, e grazie a un impensabile colpo di fortuna è entrato in possesso di un’informazione che, se ben sfruttata, potrebbe permettergli di scalzare lo stesso Liberato.

-Siamo a un passo da una clamorosa vittoria, signori- dichiara -eravamo partiti con la promessa del 70% di raccolta differenziata in tutta la città e ci ritroviamo che non c’è nemmeno più bisogno di differenziare. Qualcuno ci critica, è vero. Ma non sono i rifiuti il problema. Secondo me c’è spazio per un secondo mandato De Magistris.-

Gli assessori si guardano scettici.

-Mi scusi- domanda il capo della polizia municipale – di che cazzo sta farneticando?-
-Guardate da voi, signori!- esclama lo staffista -avevamo promesso un’altissima percentuale di raccolta differenziata in ogni quartiere. Una dichiarazione che col senno di poi è risultata abbastanza inutile, vero dottor Liberato? – termina sarcastico mentre Liberato entra nella stanza, poi fa partire le diapositive.

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Tutti si sporgono. Dal fondo della sala il capo degli influencer punta il binocolo verso la parete. Scruta con attenzione. Abbassa. Scuote la testa.

-Embè?!- tuona Liberato.
Silenzio.

-Che bella, potremmo utilizzare questa come immagine di copertina per il gruppo dell’ufficio stampa del comune su Facebook- dice una staffista dai capelli biondi corti

-Era per darvi un’idea della posizione- minimizza -ora ingrandisco-

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Molti dei presenti ora sono a pecora sopra il tavolo, protesi verso la parete. Alcuni fanno conchetta con le mani per vedere meglio.

-Lei vede qualcosa?-
-A me pare un pallino rosso in mezzo al centro storico- replica uno.

-Potremo mettere questa come immagine di co…-
-INGRANDIAMO ANCORA- sbotta lo staffista.

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Altissimi cori di “aaah” e “oooh” risuonano nella situation room. Molti annuiscono sorridenti, scambiandosi pacche sulle spalle pur non avendo capito cosa stia accadendo e soprattutto perché. La staffista, ormai emozionatissima, scoppia a piangere stringendo a sé il bloc notes.

-Ma insomma, cosa ci vuole dire?- sussurra uno spazientito Liberato
-Che Napoli è pulita e non ha bisogno di raccolta differenziata! Queste mappe sono visibili a tutti e dimostrano che non c’è monnezza in giro.-

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Tutti si rallegrano, solo la staffista bionda continua a piangere come se fosse scampata ad un’esecuzione. Liberato aspetta che escano tutti dalla stanza, poi comincia ad appallottolare e a mangiare rabbiosamente tutti i fogli presenti sul tavolo.

Nel corridoio che porta all’ufficio del vicesindaco, tutti passano da una stanza all’altra con dei fogli tra le mani in religioso silenzio.

-Non puoi capire, ho sognato che ero a “I fatti vostri” e cagavo su un tavolino mentre Magalli provava a far vincere un vaso cinese ad una vecchia della provincia di Sassari che non capiva un cazzo perché era mezza sorda…secondo te cosa significa?-

-No…non saprei, signor  Sindaco…- risponde imbarazzata la staffista ancora intenta ad asciugarsi le lacrime.

-È muco quello che tieni sotto al naso o hai appena sniffato dal pene del vicesindaco?-

Liberato arriva giusto in tempo per salvare la donna dall’imbarazzo della risposta.

– Abbiamo contattato l’esperto della gestione rifiuti, pare che sia propenso ad accettare la nostra offerta. Anzi, dovrebbe essere qui già tra qualche ora per firmare il contratto-.

-Mmh…e quindi non posso andare all’Arenile stasera?-

-Presumo di no-

-Chepppalle però, eh!-

Nella sala riunioni nessuno osa fiatare. Quello che è definito da molti come “il mago della gestione dei rifiuti” sta lì con gli occhi chiusi senza proferire parola.

– Comunque i pupazzetti in realtà sono dei piccoli dinosauri colorati, secondo me andrebbero bene pur…-

-SILENZIO!-

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-Altro che rifiuti, voi siete nella merda!- esordisce l’esperto -dai dati emersi dalla mia uallera magica è evidente che non avete scampo. Qui c’è un livello di inquinamento che fa più morti di Chernobyl. Facevate meglio a farvi bombardare come i giapponesi ad Hiroshima e Nagasaki. La cosa positiva è che voi napoletani state sul cazzo a tutti e, al di là di quello che vedo, siete comunque il tumore d’Italia. Quindi, prima vi togliete dalle palle, meglio è per tutti.- prende fiato, poi conclude – ora vado, ché mia moglie non si picchia da sola-.

L’atmosfera diventa subito cupa, il capo della polizia municipale e quello degli analisti si guardano con aria perplessa, qualcuno tossisce. Tutti si aspettano una reazione dal Sindaco che continua a rimanere a bocca aperta come se volesse finire la frase.

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-Non possiamo arrenderci, dobbiamo andare avanti, provare a reagire.- dice il capo degli influencer.

-Sì, dobbiamo andare avanti e continuare a crederci!- risponde una sua sottoposta col rossetto rosso fuoco un po’ sbavato.

Il sindaco si ridesta dal torpore. Capisce il momento e con sguardo fiero si rivolge a tutti i presenti.

– Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell’esercito del Nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell’unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa… e avrò la mia vendetta… in questa vita o nell’altra!-

-Staffisti! Alle armi, presto! Prepariamoci ad una raffica di tweet che tranquillizzino i cittadini ma soprattutto dimostrino che non ci arrenderemo mai e che in questo mandato o nell’altro avremo la nostra vendetta!-

-AGLI ORDINI!- rispondono i coro mentre appoggiano le mani sui tablet.

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Liberato osserva la scena incredulo, farfuglia qualcosa tra sé e sé ma non riesce ad impedire l’azione kamikaze ormai già in atto.

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Lasciando palazzo San Giacomo incrocia il Sindaco che lo guarda sornione. Nasconde qualcosa alle sue spalle. Liberato non sa se preoccuparsi o ignorarlo.

-Liberato, senti, ci ho ripensato. Non lo voglio più il divano coi pupazzetti, quindi non andiamo più all’Ikea. Però potresti farmi un favore?-

-Ce…certo! Come no?!-

-Uscendo, uscendo, non è che butteresti la spazzatura?-

221545380-6ef87d47-4ba7-479b-a5b7-c8dfda3021feLeggi pure:

0- Messaggio per i sostenitori di De Magistris

1- Ho salutato Al ma non ha ricambiato

2- In bicicletta su un campo minato

Altri cori di “aaah” e “oooh” risuonano nella situation room. Molti annuiscono sorridenti, scambiandosi pacche sulle spalle. Quello della CIA scoppia a piangere e strappa il bloc notes. 
 
«E insomma su quella spelonca ci sono giapponesi» riassume Ellroy.
«Assolutamente sì»
No.

– See more at: http://bagniproeliator.blogspot.it/2013/09/kiska-il-piu-grande-disastro-navale.html#more

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In bicicletta su un campo minato

-No, Claudio, è una follia, non possiamo pensare che nella città dalla pavimentazione più ridicola d’Europa si faccia una pista ciclabile che parta da Bagnoli e arrivi a San Giovanni a Teduccio!-

-Ci riusciremo, fidati.-

-Ma come cazzo ti viene in mente di pensare a certe cose? Quanti di loro finiranno nei fossi? Claudio, Napoli non è una città adatta a questo genere di cose dai!-

-E invece ci riusciremo, fidati. Ho già comprato gli adesivi da attaccare a terra. Sono andato io stesso da Leroy Merlin a prenderli…-

-Ma Claudio, almeno tu sai come…-

-Ci riusciremo…-

-…fidati. Ok, ho capito.-

L’eco dei telefoni che suonano senza risposta arriva ovattato nella stanza delle decisioni dove Liberato sta sbraitando da una buona mezz’ora.

Siamo ad un piano imprecisato di palazzo San Giacomo. Sono presenti gli analisti, gli influencer senior, uno stuolo di smanettoni e tre donne che portano i caffè. L’aria è satura di fumo. Ogni entrata e uscita dal palazzo è proibita. Si fanno turni di sonno da venti minuti appoggiati ai server e sotto le finestre sono scattate le reti antisuicidio. Il Sindaco guarda Breaking Bad in streaming.

vabbuòGiggin spacc e lampadin, frà!

-Ma signore…- dice uno staffista dall’aria preoccupata – la struttura geografica della città non permette la realizzazione concreta di un progetto simile…-

-Non me ne frega un cazzo. Hanno deciso che si fa? E allora facciamola ‘sta pista ciclabile. Facciamola e non ci pensiamo più. Cazzo.-  tuona Liberato.

Si aggiusta il nodo della cravatta ed esce dalla stanza. Nel frattempo gli staffisti responsabili di Twitter cominciano a preparare il terreno per la prossima mossa.

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-Abbiamo problemi più urgenti, dobbiamo trovare qualcosa da far dire a questa banda d’idioti che abbiamo fatto entrare nel consiglio comunale, non so, facciamogli inventare qualcosa per favorire il commercio- fa Liberato – e poi archiviate tutti i commenti negativi, tenete solo quelli propositivi. Spazzate via gli account che trasmettono spaesamento e sotto con i fake che fanno commenti positivi. Ora lasciateci lav…-

-SIGNORE!- urla qualcuno – INTERVISTA NON AUTORIZZATA!!»

L’intera situation room si cristallizza in un attimo di unico, eterno terrore. Nessuno fiata né osa girarsi.

-Passala sul megaschermo- mormora Liberato.

… non vogliamo essere Attila che cancella tutto. Però vogliamo cambiare tutto. Dobbiamo cambiare Napoli ed è legittimo che nelle società strategiche ci mettiamo persone che hanno lo stesso nostro modo di sentire il mondo. Cambieremo anche i nomi ad Asìa e Bagnolifutura, perché è dai nomi che bisogna ripartire- flauta il Sindaco con un dolce, ottuso sorriso – e poi noi, come abbiamo sempre detto, sosteniamo le idee e la creatività di una città in cui l’amore regna sovrano.

-Ecco- geme Liberato, massaggiandosi il setto nasale.

-Il suo modello, Barack Obama, verrà a Napoli davvero o finirà come con Al Pacino?- domanda la giornalista

-L’obiettivo lo centreremo, sulla data dipende da lui, Napoli è tornata al centro degli scenari internazionali grazie a questa voglia di incredibile armonia che invade i vicoli e arriva fino alle colline della mia splendida città.-

-E’ normale che una giornalista lo prenda per il culo?- sussurra un influencer.
-Silenzio! Silenzio! SILENZIO!- ringhia Liberato mentre toglie l’audio all’intervista.

Il megaschermo tace, lasciando i telefoni trillare nel vuoto.

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-Torniamo a noi, piccoli mentecatti. Il vostro brillante operato da kamikaze ci ha portati a fare il bagno nella vasca dei liquami chimici e ora siamo costretti a mantenere le cose che abbiamo promesso. Ditemi i punti salienti che ha farneticato quel genio del Sindaco-

-Cancellazione della Tarsu, raccolta differenziata su tutto il territorio napoletano più un grande piano lavoro chedovrebbe dare un’occupazione a centinaia di migliaia di giovani.…-
-E la legalizzazione delle droghe leggere? No?-
-Prego?-

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-Signore… ma il dottor Claudio che dice?-
-L’ultima volta che l’ho visto era di sopra che ballava “abbiamo spaccato” masturbandosi sui dati di Monitorcittà. Se non si calma serve quanto le idee di Gandhi in mezzo ad una rissa tra camionisti ubriachi…-
-Ah-

Nel frattempo, fuori palazzo San Giacomo…

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…qualcuno telefona a Liberato…

demenPronto? Liberato! Abbiamo scassato! È UN SUCCESSONE…

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1- Ho salutato Al ma non ha ricambiato

3- Su Google Maps non trovi monnezza

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