L’utilità del politico indignato

È da giorni che leggo un po’ ovunque dichiarazioni -alcune autorevoli ed altre meno- che portano al centro del dibattito un solo concetto: l’indignazione.

indignazionePOPOLO DI MERDAAAAAAAAAAAAAAAAA!

Da Alfano per gli immigrati di Lampedusa ad Adinolfi sulle manifestazioni contro il biocidio in Campania: usano l’indignazione come sentimento collettivo, si uniscono al coro dei “è tutto uno schifo”, echeggiando il nulla che rappresentano. Ma i cittadini dovrebbero indignarsi, i politici no, non dovrebbero. L’indignazione è un lusso che deve appartenere solo a chi viene rappresentato, non ai rappresentanti (che godono di ben altri privilegi).

  +++ATTENZIONE-INIZIO PARTE SERIA+++

Qualsiasi manuale di scienza politica spiega in maniera elementare (tramite l’apporto di Easton alla teoria sistemica) che il compito di un politico non è quello di sedersi sulla panchina nel parco e tra una briciola e l’altra tirata ai piccioni esclamare “che schifo”. Il ruolo del politico, soprattutto di quelli al Governo (tipo Alfano) è quello di trasformare in decisioni autoritarie le domande provenienti dal sistema sociale (es. i cittadini).

Sistema politico (grafico)Mi rendo conto però che la politica attuale risenta del trend del Movimento Cinque Stelle dove più che alle necessità si bada alle inquietudini e ai malesseri del sistema sociale, ma questa non può essere una moda. A cosa serve un politico che si accoda alle proteste dei cittadini senza farsi carico delle responsabilità che gli competono?

+++FINE PARTE SERIA+++

1185022_580782838650602_295884152_nRaffigurazione del trend del Movimento 5 Stelle

Mi sarebbe piaciuto porre questa domanda al mio professore di scienza politica, Raffaele Feola. Un pragmatico con la fama di stronzo che probabilmente mi avrebbe risposto che l’utilità di un politico indignato è pari a quella di un iPod in mano ad un sordo e che l’unico modo per rendere utile questa fascia politica sarebbe quella di riconvertirla in arredo d’ufficio.

sergenteQuesto sicuramente non è quel cicciobombo di Adinolfi

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4 commenti

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4 risposte a “L’utilità del politico indignato

  1. commento serio: condivido la tua analisi politica, sposando in pieno la teoria di Easton. commento non serio: questo post spacca di brutto…soprattutto il trend del M5S!!

  2. Vorrei precisare che ogni partito ha sempre puntato allo stomaco del popolo per accaparrarsi voti nazional-popolari oggi c’è il 5 stelle ieri era il Pdl, e l’altro ieri era la Lega

    • Vincenzo Strino

      Sulla Lega Nord sono perfettamente d’accordo (il Pdl non possiamo considerarlo un partito c.d. di “rottura” che punta/puntava solo alla pancia). Ora però c’è quell’incredibile catalizzatore che è internet e che prima, all’epoca d’oro della Lega, non c’era. Insomma, senza internet avremmo avuto la democrazia liquida del M5S? No. Senza tv e giornali avremmo avuto la Lega? Probabilmente sì.

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