Archivi del mese: novembre 2013

C’era davvero bisogno di una giornata così?

Design-a-VaginaCosì è la fica

Oggi è la giornata contro le violenze subite dalle donne. Ad un tratto ci siamo scoperti contro il femmicidio pure se non sappiamo che cazzo (o fessa, giusto per essere bi-partisan) voglia dire. Il mio, chiaramente, non è negazionismo. Negare che non esista la violenza sulle donne è come negare che la Sicilia sia bagnata dal mare. La mia opinione e le mie perplessità però nascono da una domanda:

556815_298084180333080_2055158734_nNun è vino e nun è acqua…a’ salute da pucchiacca!

Come è possibile che si debba distinguere tra la violenza subita dalle donne e quella subita dagli altri generi?

Perché il problema, almeno per me, è proprio lì. Farne un caso di genere e non di cultura difficilmente aiuterà le donne a venire fuori da questa assurda concezione che le vede come esseri indifesi da tutelare.

[Piccolo inciso post-scriptum. Per genere si intende tutti e sei i generi esistenti : gay,lesbo,trans, bisessuale, maschile e femminile]

Troppe ipocrisie e troppi buonismi alla Fabio Fazio nel paese in cui il Presidente del Consiglio andava a letto con una minorenne tirata poi fuori dai guai con una scusa. Infatti, come sottolinea la mia amica Marzia, le donne non hanno deficit cognitivi o comportamentali e quindi non occorrono norme specifiche soltanto perché dotate di utero. Insomma, non sono dei panda in via d’estinzione.

Per questo motivo cito (provocatoriamente) chi da qualche tempo sta abbattendo tutte le ipocrisie del caso e che l’ultima volta si è espressa proprio in merito alla questione.  Valentina Nappi: clicca qui.

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Nuotare nel #fiumeinpiena

Premessa: in tutti questi anni ci siamo lamentati di non essere stati capaci di scendere in piazza a far casino. Guardavamo gli indignados spagnoli, i ragazzacci delle banlieue parigine e dei sobborghi londinesi con l’aria di chi vorrebbe fare lo stesso ma non ne ha l’occasione.

-Mamma, posso scendere a rivoluzionare il paese con il figlio dell’assessore?

-No, devi finire di guardare Travaglio che smonta Berlusconi!

Non è facile far parte di un fiume in piena, sentirsi come Nemo e perdersi nell’oceano infinito di pioggia ed ombrelli. Eppure c’erano tutti: da quelli che in piazza ci stanno sempre a quelli che dovevano esserci per poi dire che c’erano stati.  È stato un evento importante e, come tutti le cose che partono dal basso (ed hanno successo), include un carro del vincitore più lungo del corteo stesso. Succede. Nel frattempo però…1471367_365726520230045_1710007532_n

Nei giorni scorsi avevo sperato che la colonna sonora non fosse la solita di manifestazioni che non c’entravano un cazzo con il tema di ieri: 99Posse, Inti Illimani, Ska-P, Bandabardò ecc. Roba che si suona da 20 anni e che ad un certo punto è diventata un cliché di qualsiasi manifestazione. Pare una scemenza, ma ogni rivoluzione ha la sua musica e passare le stesse cose da anni è significativo.

Ero arrivato in quella che più che una piazza era diventata il “lago Garibaldi”. Uno dei camioncini che sparava musica stava passando i Marta sui Tubi. Subito dopo ha attaccato Idioteque dei Radiohead. Avrei voluto inginocchiarmi in mezzo al corteo e piangere di felicità ma ho fatto bene a non farlo perché tempo 10 secondi di Idioteque e poi è partita Curre Curre Guagliò dei 99 Posse.

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Ho superato la testa del corteo con un guizzo da anguilla (citazione 99possiana voluta) ed ho cominciato a raccogliere tutte le informazioni da inviare in redazione. Non sapevo se fosse la pioggia che bagnava lo schermo o quella che mi inzuppava il cappuccio a farmi stizzire di più. Probabilmente erano ancora i 99Posse.

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Il fiume scorreva tranquillo. In superfice apparivano le foto dei responsabili/cadaveri politici che negli ultimi anni hanno combinato il pastrocchio mentre i delfini di quest’ultimi si salutavano e si baciavano ai bordi di piazza Municipio.

Ad un tratto la magia. Alla testa del corteo è comparso lui:

e subito dopo c’era lui in mezzo alla strada che porta a piazza/lago del Plebiscito.IMG_4130

Ora, io non so se le cose andranno davvero come vogliono gli abitanti di questo posto, però so che in pochi mesi gli stessi abitanti hanno cominciato a capire cosa fossero quegli incendi lungo l’asse mediano, perché le famiglie venivano sterminate da tumori rarissimi e perché qualcuno, nonostante la crisi economica, s’arricchiva in maniera tanto incredibile. Per qualcuno sembrerà ancora troppo poco o inutile, ma avere consapevolezza del posto in cui si vive è pur sempre una grande conquista.

A me, intanto, a furia di nuotare nel fiume in piena m’è venuto il raffreddore. Ma forse, a questo punto, è meglio così. Cominciavo a sentire cattivo odore.

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Napoletano immigrato ed ignorante: l’ultimo stereotipo della Telecom

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Immigrato, ignorante e di nome Gennaro.  Forse i pubblicitari della Telecom sono piuttosto attempati o hanno assunto tante di quelle droghe da presentare il napoletano con uno stereotipo che non ha più senso da almeno 40 anni (semmai abbiano mai avuto senso stereotipi come questo). Mancano solo il mandolino e la pizza ‘ca pummarola ‘ngoppa, poi il personaggio sarebbe risultato vecchio anche per uno spot di quando la Telecom era la SIP e non c’era altra compagnia telefonica. Figuriamoci nell’epoca in cui cambiare gestore telefonico è più facile che fare la spesa.

Giuste le critiche e i tentativi di boicottaggio ai vari Barilla e Pomì (solo per citare gli ultimi casi in cui stereotipi e banalità si sono fusi creando clamorosi epic fail), ma perché non si è spesa nemmeno una parola su quella serie di spot in cui il napoletano è relegato alla (solita) parte della macchietta? Perché i grandi influencers dei social network non hanno dedicato nemmeno un post ad una cosa così indecente? Possibile che si sian persi una serie di spot ripetutamente mandati in onda su tutti i canali tv? No. Probabilmente avranno relegato la questione ad una cosa da niente.

Ma forse, visto che l’attore ascolano che interpreta il personaggio ha dichiarato di rifarsi ad Eduardo De Filippo, sarebbe il caso di porsele certe domande e di cominciare a credere che: « …A furia  e dicere “è cosa ‘e niente” siamo diventati cosa ‘e niente».

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Non è un lunedì per umani

Lunedì.

Capisci che non sarà una giornata facile. Provi a fartene una ragione e, nonostante tutto, vai avanti sperando che il primo lunedì dopo cinque giorni a Parigi non sia eccessivamente drammatico.

O’cazz!

Ore 8.30.

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Ti svegli e scopri che durante la notte è arrivato l’inverno. Lo capisci dalle coperte che ti avvolgono come spaghetti intorno ad una forchetta e dal fortissimo catarro dovuto al fatto che insisti nel voler dormire con la sola t-shirt di Emergency al posto di un pratico pigiama che sì, è vero, ti fa sentire più vecchio e meno rock, ma vista l’età e i malanni sarebbe pure ora, no?

Accendi il computer e trovi la notizia di uno in Russia che s’è crocifisso la uallera in segno di protesta. Guardi la foto e la prima cosa che pensi è che uno scroto inchiodato a terra deve essere l’ultima delle tue preoccupazioni se devi stare nudo per tanto tempo in mezzo ad una piazza moscovita. [Che poi manco è una novità visto che già Steve O di Jackass fece un fatto del genere ].

Vai a farti il caffè tastandoti le parti basse per capire se è tutto ok.

Sì. C’è tutto.

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Ore 11.30

paolini-al-tg1-300x225Accendi la tv in attesa che qualche notizia da riportare piova dal cielo e scopri che il noto scassacazzo Paolini è stato arrestato per pedopornografia: praticamente da una uallera inchiodata a Mosca ad un’altra ammanettata a Roma. Pare la trama di un libro di Moccia. Tutto molto buffo, quasi come prendere a calci donne esibizioniste mentre pisciano per strada.

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Ore 14.30

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Da qualche parte, nel week end, in una discoteca dalle parti di Pozzuoli c’è stata una una serata che aveva come tema “la terra dei fuochi”. Tu, che fino a quel momento avevi pensato che le feste hawaiane o i toga-party fossero il massimo del divertimento, ti ritrovi ad immaginare questi tutti imbardati, pronti a fare stragi di pucchiacche che si ritrovano a parlare di roghi e tumori. Il massimo dello svago come quando un astemio va da zio Frank a Parete.

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Ore 17.30

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Guardi l’orologio e calcoli quante ore manchino prima che il letto ti accolga di nuovo tra le sue braccia. Ti fai l’ennesimo caffè e mentre lo bevi leggi che fino a qualche ora fa c’era un tedesco che se ne andava in giro tra gli scavi di Pompei con la spada nel fodero e lo sguardo rilassato di chi sa come affrontare il nemico. Probabilmente qualcuno gli avrà detto che da queste parti i ladri sono particolarmente abili oppure, molto più semplicemente, credeva di essere Leonardo delle Tartaturghe Ninja. Scrolli le spalle come se questo non fosse il tuo mondo, che si mangia stasera?

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Ore 19.30

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Va tutto bene.  Il Napoli non ha perso e tu sei ancora a Parigi. È tutto ok. Va tutto bene. Stai calmo. Stasera grande puntata di The Walking dead e poi a nanna. Stai calmo. Apri il frigorifero convinto di poter creare qualche nuova ricetta tipo quelli dello spot delle Sottilette!

Sì! Alè!

Invece, tutto quello che ci trovi dentro è:

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No, non è un lunedì per esseri umani.

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