Andare a Londra coi gattini della Feltrinelli

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Un mese al Natale. Freddo ovunque.

«Aspé, devo vedere se c’hanno il calendario coi gattini. Così lo regalo alla nonna…»

Eleonora entra alla Feltrinelli togliendosi la sciarpa verde oliva che usa per proteggersi la faccia. Biagio resta un po’ sotto al porticato mentre il vigilante fuma l’ennesima sigaretta della giornata, poi si decide. Entrando viene investito in pieno dall’aria calda dei condizionatori che gli appannano gli occhiali. Ad accoglierlo c’è un Ligabue cartonato a grandezza reale.

«Hai sentito che bello l’ultimo singolo? Madò, quanto lo amo!»

Biagio non fa neppure in tempo a rispondere che Eleonora già s’è infilata le cuffie per ascoltare tutto il disco. Lui sguscia prima di sentirsi gridare alle spalle.

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«DOVE VAIIIIII? VIENI QUA!!! SENTI QUESTO PEZZO CHE BELLOOOOOO!»

Lui prende la raccolta di Poe per vedere quanto costa. Lei comincia a muovere la testa avanti e indietro manco fosse ad un concerto a San Siro, fottendosene del signore sulla cinquantina che prova ad ascoltare il disco natalizio di Giovanni Allevi.

Ad un tratto, dall’altra parte della sala, un urlo squarcia la beatitudine dei presenti fino a coprire la musica passata in filodiffusione.

«UEEEEEEEEEE CAROOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!»

Biagio alza lo sguardo di scatto: è Tullio.

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Biagio e Tullio si conoscono dai tempi in cui occupavano l’istituto solo per combinare qualcosa col gruppo di ragazze in cui c’era anche Eleonora la quale, nel frattempo, toglie le cuffie a malincuore e li raggiunge.

«Ma ti ricordi Edoardo? Quel super-cattolico che odiava i ricchioni? Quello che stava con Martina e con cui si sarebbe dovuta sposare due anni fa? Beh, si sono mollati e lui è andato a Londra per farsi rivoltare il calzino»

«A fare che???»

«Dai, il calzino rivoltato. I chirugi… chir…»

«Chirurghi»

«Quelli. Insomma, i dottori ti rivoltano l’uccello e te lo mettono dentro così sembra una cicciabaffetta. Per avere i soldi necessari a realizzare il suo sogno, nel frattempo, addrizza nerchie col culo»

«Che fatti» dice Eleonora.

«Quando l’ha capito dev’essere stato bruttissimo» ammette Biagio, poggiando il libro di Poe in mano ad Eleonora.

«Ma chi l’ha detto? Magari è felice così» ribatte Eleonora.

«Ma infatti! Infatti! Ti svegli alle 6.00, ti lavi i denti, ti siedi per cagare e lo stronzo viene fuori a metà e anche se spingi lo senti ormai freddo che rientra, inculandoti. A quel punto capisci: SORPRESA! TI PIACE IL CAZZO!!!» urla Tullio tra gli sguardi inorriditi delle signore di mezza età intente a sbirciare libidinose cose come 50 sfumature di sburro.

«MA NON FUNZIONA COSI’!» sbraita Eleonora.

«Infatti. Era anche finita la carta igienica»

«Tullio, se ‘sta tragedia provi a guardarla dal punto di vista della donna…»

«Cioè dalla finestra della cucina?»

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«Vaffanculo. Non ti interrompo più» soffia Eleonora.

«Grazie. Dicevo: prima che lo scopo della vita di Edo diventasse quello di fare soffocotti col culo ha avuto tutta una sorta di evoluzione che l’ha portato a diventare un nacchennello. Martina prima ha iniziato a notare che le sparivano gli smalti, poi in un armadio gli ha sgamato minigonne, perizomi e altre cose. Lei chiede spiegazioni, litigano quasi fino a farsi lo strascino, lui scappa di casa poi torna e fanno finta di niente»

«Come sarebbe? Scusa…» domanda Biagio

«SAREBBE che se sei una donna che crede nel matrimonio e pianifichi un figlio non sempre hai il coraggio di ammettere che la tua casa è costruita su fondamenta falsate e quindi ti racconti che va tutto bene»  interviene il signore che aveva smesso di ascoltare Allevi e che fingeva di curiosare tra i bestsellers solo per sentire meglio la storia

«Ah, questo pensa una donna?» risponde Eleonora con tono acidissimo

«Sì» ribatte annuendo deciso il signore

«Vabbé ma allora il femminicidio è un’attenuante…»

«Vafanculo Eleonò…»

«Comunque, a lui non funziona più. Zero. Lei a letto fa più acrobazie di una ballerina agli Mtv Awards durante l’esibizione di Lady Gaga ma niente.»

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«Dai, non è vero»

«Martina dice di sì»

«Una notte lui finisce al pronto soccorso del Vecchio Pellegrini. Quando il chirurgo ha visto le lastre ha esclamato: “O chist  s’è infizzato ‘na lampadina n’culo o c’e venut ‘na idea geniale ‘nguorpo”. Era una lampadina. Una lam-pa-di-na!»

«Una lampadina? Perché una lampadina?»

«Avrà finito le pile forse?» dice il signore, ormai sempre più appassionato alla storia

«Bestia» risponde piccatissima Eleonora.

«Vero. A ogni modo, è a quel punto che Edoardo si pente, ne parla con Martina e le regala uno strapon»

«Oh, Dio»

«O’strappòn?»

«Capo, o’struppòn è quello che trovate nelle cozze quando non sono pulite. Lo strapon è un altro fatto…Comunque da allora Martina è costretta a giocarsi il nervo sciatico pur di sollevare una proboscide di lattice nero e schiaffarla nel culo del suo futuro marito/convivente. Ve la immaginate Martina? Piccerella piccerella, con ‘sto pislocco nero attaccato davanti?»

«E’ una storia tremenda» dice Biagio.

«Perché?»

«Come “perché”? Il sogno di farsi una famiglia finisce in cenere, scusa…»

«Biagio, che cazzo, adesso non è che finisce sempre tutto in cenere, eh»

«Ma quindi lo strappone è un coso di gomma?» domanda il signore che nel frattempo sembra inseguire le parole senza capirne il significato.

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«Comunque, in breve, ho deciso di andare a Londra» dice Tullio

«Scusa, a fare…?» domandano in coro Biagio e il signore

«A incularmi Edoardo, no? -Sbotta Tullio- quando ti ricapita d’incularti un bigotto come quello?»

Si scambiano occhiate furtive.

«È una cosa gay, Tullio»

«No»

«È una cosa tanto gay» annuisce il signore

«Quindi voi vi fidereste a lasciarmi le vostre donne nude in casa?»

«No»

«Allora non sono gay, sono un giustiziere. La giustizia non ha orientamento sessuale»

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«E alla tua ragazza cosa dici?»

«Che ci vado per lavoro»

«Ma se sei disoccupato!»

«Embé? Lei fa “colloqui” da tre mesi che durano fino all’una di notte al Centro Direzionale, perché dovrebbe rompere i coglioni?»

Biagio e il signore l’hanno accompagnato stamattina in aeroporto. Colonna sonora: Giovanni Allevi.

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3 commenti

Archiviato in Storie di Natale

3 risposte a “Andare a Londra coi gattini della Feltrinelli

  1. Marittiello

    Geniale…..secondo me dovresti scrivere un libro!

  2. Dov’è che si tengono esattamente questi “colloqui” ?

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