Se una laurea ad honorem fa più notizia di una studentessa picchiata

Il pomeriggio dell’11 Gennaio del 2012 nella sede in via Marina della Facoltà di Giurisprudenza della Federico II ci sono circa 60 persone. Tra queste, oltre a vigilanti in divisa e custodi, c’è Raffaele che studia tranquillo in un’aula studio. Di fronte alla struttura universitaria c’è un palazzo in cui vive una donna che nota una ragazza ed un ragazzo in atteggiamenti intimi nello stesso palazzo in cui sta studiando Raffaele e, presa da un’incredibile vena di moralismo, comincia a dare di matto. I due piccioncini, capita l’antifona, tornano ai propri doveri: lui torna a casa e lei resta a studiare nella stessa aula di Raffaele.

Dopo pochi minuti però, la signora moralizzatrice arriva in aula e comincia ad inveire contro la ragazza. Raffaele, non potendo fare a meno di seguire la scena, interrompe la signora e le chiede di calmarsi e di andare via. La signora, per tutta risposta, prima s’allontana e poi ritorna in facoltà. Questa volta però non è da sola, ma  con cinque uomini che cominciano a picchiare Raffaele, colpevole di essersi messo in mezzo tra la signora e la ragazza, dandogli anche un morso in faccia. Il tutto senza che vigilanti e custodi intervengano (per la cronaca: l’università ha imposto all’impresa di vigilanza 240 euro di multa per questo episodio a causa dell’impreparazione del vigilante presente al momento. Su 5 solo 2 aggressori vennero arrestati dalle forze dell’ordine, tra l’altro soltanto 3 mesi dopo l’accaduto).

Da allora via Marina ha visto crescere enormemente il numero di aggressioni a studenti e studentesse degli atenei che si trovano lì (L’Orientale e, appunto, la Federico II). A farle sono spesso bande di ragazzini di 13-14 anni che non hanno altro modo per sfogare le loro prime tensioni sessuali o che, come tutte le bestie che si aggirano in branco, devono affermare il proprio dominio territoriale pure si chi si trova a passare raramente da quelle parti. Le aggressioni (come l’ultima a danno di una studentessa de L’Orientale ) dimostrano di essere sempre veri e propri atti di codardia visto che  avvengono (quasi sempre) nei confronti di studentesse che camminano da sole ed in orari pomeridiani, quando gran parte delle lezioni sono finite ed il grosso degli studenti è già sulla via di casa (cumana/metropolitana/vesuviana permettendo).

La cosa che però desta preoccupazione (almeno in me) è che questo genere di notizie trova più spazio su Facebook che sui giornali, dove si preferisce dare risalto ad una laurea ad honorem in Scienze Politiche all’ex direttore de Il Mattino, Mario Orfeo, ora alla guida del TG1, piuttosto che ad un fatto di cronaca così cruento destinato comunque a continuare. Insomma, se l’Università fa notizia solo quando premia personaggi semi-illustri (senza offesa Orfè, ma se proprio dovevano regalarla a qualcuno, io la laurea l’avrei data a Bruno Vespa) piuttosto che quando una studentessa viene presa a calci in faccia, allora c’è qualcosa che non va (ed una volta tanto non c’entra niente il servizio di prenotazione degli esami).

foto (3)

La guancia di Raffaele subito dopo l’aggressione

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