Arrivederci a ‘sti forconi: perché a Napoli non funzionano

Ok, mi arrendo. Ho passato un’intera settimana a cercare di capire il movimento dei forconi e le considerazioni che ne conseguono sono più agghiacciandi del parrucchino di Antonio Conte.

galatasaray-juventus-30

Se rispetto al 2011 il movimento dei forconi sta avendo molto più risalto a livello mediatico oggi lo si deve soprattutto all’ambizione/presunzione del Movimento 5 Stelle (che nel frattempo è salito alla ribalta) di voler superare i partiti sostituendoli senza le mediazioni della “Ka$ta”. L’evoluzione della democrazia diretta dei cittadini però non è nient’altro che un ritorno al corporativismo politico di stampo fascista in cui tutti i conflitti vengono eliminati grazie ad una nuova forma di rappresentanza che tenderebbe a quel partito unico, fatto dai cittadini italiani traditi dai politici, cioè della Gggente. Ma questo qualcuno lo sapeva già.

C’è quindi un filo conduttore che collega i grillini con il movimento dei forconi e con gli stessi partiti di estrema destra che lo animano. La manifestazione del 9 dicembre ha portato infatti dinanzi all’opinione pubblica quello stesso principio pronunciato dalla deputata grillina Lombardi durante le consultazioni con Bersani: “Noi non abbiamo bisogno di incontrare le parti sociali, perchè noi siamo le parti sociali”.

Forconi: Calvani, la prossima settimana tutti a Roma

No, non è Elio mentre va alla finale di X-Factor

Particolari inquietanti: pochi giorni fa a piazza Carlo III di Napoli, Danilo Calvani, uno dei leader della protesta, circondato da rappresentanti del movimento provenienti da alcune parti della provincia, aveva annunciato:

«Prossimo obiettivo della protesta è una manifestazione a Roma che dovrebbe tenersi, se ci saranno le autorizzazioni, il 18 dicembre in piazza del Popolo»

Chiaramente il rimando ad una marcia su Roma avvenuta nel 1922 è apparso abbastanza chiaro sin da subito anche agli altri leader del movimento che ne hanno preso le distanze.

Così come si è inteso facilmente perché nella città di Napoli, nonostante la manifestazione di piazza Carlo III (in cui era presente una forte maggioranza di attivisti provenienti dalle province di Salerno e Caserta) il concetto di rivoluzione proposto dai forconi non ha attecchito né riscosso consensi vasti per un motivo ben preciso: da quella arancione (che, dicono, sia ancora in corso) a quella Civile di Ingroia (sostenuta prima e abbandonata a se stessa quando ormai era già affondata) passando per quella dei mezzi pubblici e quella dei rifiuti. Da due anni la città è abituata a vedere la parola “rivoluzione” usata e stuprata in ogni contesto politico-sociale e forse sarebbe anche il caso di farla finita. 

demagi

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Blog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...