Essere devoti a Mamma Napoli

Oggi Napoli è una mamma da vivere, che mi guarda e mi coccola con gli occhi di chi sa che un domani potrei ritrovarmi lontano da qui, da Lei. Con i rimpianti e la malinconia ad assalirmi e a tormentarmi senza tregua pure se mi trovassi in un posto migliore. Perché lo sanno pure i bambini che non esiste un posto migliore di quello deciso dal cuore. Ed il mio oggi dice “Napoli”.

Guardo il cielo e penso che questa ispirazione sia merito di una spiritualità ritrovata: ho fatto pace con me stesso. Infatti è diventata un’ esperienza mistica il poter sniffare indisturbati l’odore del ragù che esce dalle case altrui.  Proprio io, quello che non amava la carne nella pasta, che faceva a cazzotti con una mentalità che non capiva, oggi  inseguo la banda della Madonna dell’Arco nei vicoli per potermi perdere in quell’estasi di voci e odori che non c’azzeccano niente col folclore da cartolina, perché l’amore per una Mamma come Napoli non mi rende cieco a tal punto da non vedere i suoi tanti difetti. Le cose peggiori però oggi le lascio fuori.

Il fumo dei carciofi arrostiti sui balconi è il mio incenso, il traffico che scorre lento è la mia processione. Napoli mi rende suo chierichetto ma sa che le sono devoto solo in domeniche come questa.

[Colonna sonora del momento: “Ex Voto, musica e carisma nel sud d’Italia” di Marco Zurzolo]

ex_voto

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