Archivi del mese: giugno 2014

Piazza Ciro Esposito

Caldo caldo caldo. Checazzodicaldo.

Scampia. Piazza Grandi Eventi ora piazza Ciro Esposito.  Intorno è un viavai di macchine, motorini, persone a piedi: tutti cercano di riempire la piazza come se fosse il vuoto creato da un ragazzo che non c’è più.

Caldo, caldo, caldo. Aria bollente, aria fritta come le patatine che mo’ si portano assai. Quella refola di vento che arriva ogni tanto serve a seccare le lacrime o a confonderle col sudore. Magari quell’elicottero della polizia che sorvola le Vele da mezz’ora passasse un po’ qui a buttare vento come un enorme ventilatore.

Vorrei essere il primo a scordarmi tutto questo, ma fa troppo caldo per congelare i pensieri. L’inferno è qui adesso ed ha la voce di Nino D’Angelo che bell’e’bbuono finisce le parole e comincia a cantare “I ragazzi della curva B”. È l’urlo del sindaco che si scaglierebbe pure contro il fratello per un applauso.

L’inferno è il silenzio di un padre che ha perso il figlio e non sa cosa dire a questi altri ventimila ai suoi piedi.

A piazza Ciro Esposito ci stanno le crocerossine milanesi con le calze scure nonostante il caldo caldo caldo. Ci stanno i bambini con le maglie pezzotte di Hamsik e Higuain di due taglie più grandi, ci sono persone di ogni estrazione sociale, sesso, religione e fede calcistica.

Manca solo un ragazzo, anzi no. Lui sarà per sempre qui.

10450689_464392690363427_8598558777395450635_n

1 Commento

Archiviato in Blog

Un’aula per Silvana (un anno dopo)

silvana-del-giudice

È ufficiale: nel Consiglio di giugno il dipartimento di Scienze Politiche della Federico II ha votato all’unanimità la proposta di attribuire un’aula a Silvana Del Giudice, studentessa del dipartimento scomparsa nel luglio scorso nell’incidente nei pressi di Monteforte Irpino che portò alla morte quaranta persone.

La targa in onore di Silvana verrà affissa probabilmente lunedì 28 luglio, ad un anno esatto dalla sua scomparsa. L’iniziativa, nata in maniera spontanea da un post che scrissi due giorni dopo quella tragedia (e che si può leggere qui), è uno splendido esempio di come quella facoltà, ormai dipartimento, funzioni come una vera e propria comunità composta da studenti normali che tengono al ricordo di chi era (ed è ancora) come loro.

Perché la normalità di Silvana, i suoi disagi quotidiani tra esami e mezzi di trasporto sono i disagi di tantissimi e ciò ha fatto sì che un’associazione (Viviunina) cominciasse a raccogliere le firme da portare in consiglio e che, a seguire, anche i ragazzi delle altre realtà  (ASU e New Politik) contribuissero a questa iniziativa, lasciando da parte tutte le rivalità e le divergenze che spesso l’associazionismo universitario comporta.

Risultato finale: più di 500 firme raccolte (in una facoltà di circa 3000 iscritti) e proposta approvata. 

DI-MAIO-FEDERICO-II

 

 

 

Lascia un commento

Archiviato in Blog

Un paese di santi, poeti e…parcheggiatori

1392809330_1fico

«Tu l’hai visto il video dei Jackal sui parcheggiatori..?»

«Mmh…no, ma io non lo guardo “Made in Sud” da quando c’è quella vacca della Gregoraci…»

Tangenziale di Napoli direzione Pozzuoli,  prima calura estiva. Insofferenza e traffico all’altezza dell’uscita di Corso Malta. Faccio per risponderle ma mi rendo conto che è impegnata a farsi il morning-selfie. Oggi deve sostenere il suo ultimo esame alla facoltà di Economia ma sembro più teso io e nessuno dei due ne capisce il motivo.

Io e lei formiamo quello che la radio definisce “il paese reale”: siamo quelli che vogliono giocare anche se c’hanno le carte al contrario. Siamo quelli che vorrebbero un mondo all’altezza dei propri sogni ma poi s’accontentano di Ligabue. Siamo quelli dalle potenzialità inespresse, quelli che a scuola rientravano nella categoria “è bravo/a ma non si applica”. Siamo quelli che citano Bukowski su Facebook e che provano piacere nel guardare di nascosto “Studio Aperto”, “Grande Fratello” e “Uomini & Donne”. Di nascosto, sì. Come una volta si faceva coi porno.

Usciamo a Fuorigrotta mentre un SUV sorpassa tutta la fila, giunge al semaforo e mette la freccia per immettersi. Tutte le macchine si compattano in un unico stronzone d’acciaio per non farlo passare. Il SUV dà fiato alle trombe.Lei continua a giocare col cellulare. Dietro di lui si crea una fila di macchine che vorrebbero girare. Suonano anche loro. Il SUV sgasa tentando d’immettersi. Le macchine resistono. L’ambulanza non può passare perché ostruita dal SUV. Suona il SUV, suona la fila, suono io, suona qualsiasi cosa. Qualcuno mette il cellulare fuori dal finestrino e suona anche quello. Suonano le campane. Lei, imperterrita, continua a giocare col cellulare.

Ora mi trovo di fianco al SUV: alla guida c’è uno sulla cinquantina in camicia e cravatta che inveisce contro tutti. Il profilo del perfetto coglione. Approfitta della mia distrazione per superarmi e per passare con due ruote sul marciapiede nonostante il semaforo sia tornato di nuovo rosso. Lo vedo accostare e scendere dall’auto dieci metri più in là dell’incrocio. Urla qualcosa al tizio dall’altra parte della strada che gli fa segno che è tutto ok.

 

342px-Parcheggiatore

«’ABBUò MO’VECO JE COMME A’SEMP’, DOTTO’!»

Il tizio del SUV tratta con riverenza il parcheggiatore abusivo mentre gli porge delle monete. Sarà il caldo, l’ansia o semplicemente il fatto che uno stronzo del genere faccia quel che gli pare in un mondo fatto su misura per i suoi comodi, ma io comincio a non sentirmi tanto bene.

 

tumblr_mflx265H8s1r66qxto1_400

 

Lei nel frattempo alza lo sguardo dallo smartphone ma non fa in tempo a capire cosa stia succedendo che s’accorge del coglione incravattato dall’altro lato della strada e, con voce candida, esclama:

«Uh, guarda, c’è il mio professore!».

[Fine]

(Post creato per #Napolièviva evento creato dall’associazione Adda passà ‘a nuttata  in programma il 19 giugno al Maschio Angioino)

P.S. La prima storia per l’evento è qui

Lascia un commento

Archiviato in Storie

Pensavo fosse amore…invece era un parcheggiatore

Nasciamo urlando. A tre anni urliamo perché ci rubano il giocattolo. A dieci perché la tipa carina ci da il palo. A quattordici urliamo perché ci hanno bocciato. A diciotto perché i nostri genitori ci vogliono iscritti a Giurisprudenza. A ventidue urliamo perché la juve, unica soddisfazione della nostra vita, ha truccato le partite. A ventisei urliamo perché finalmente dopo una settimana di merda possiamo uscire a divertirci e morire dissanguati mentre ci improvvisiamo Gandhi nel bel mezzo di una rissa.

Però la vita ha anche dei lati positivi.

 

Tipo accompagnare la propria fidanzata in giro durante i saldi.

tumblr_mque5mGa881s2amn4o1_500

 

La creatura che tolleri al tuo fianco solo per qualche strana congiunzione astrale ti dice che dovete scendere il pomeriggio nonostante i quaranta gradi all’ombra. Vorresti abbatterla con un cazzotto ma asserisci “sì, amore, certo” e invece di recuperare il sonno perduto durante la notte ti lavi i denti col rasoio e pisci nel lavandino.

Il sole è bello alto. Partite che hai già preso una dose infinita di cazziatoni senza alcun motivo apparente. C’è traffico. La sua voce gracchiante e quella della radio diventano una sola cosa al punto che vieni preso dalle allucinazioni.

anigif_enhanced-buzz-17351-1389288889-29

 

Sempre alla radio si parla di due paesi diversi: tu sei il paese reale. A te importa relativamente poco del fiscal compact, tu vuoi solo sopravvivere ai paradigmi di “H&M” e di “Zara” secondo i quali ogni uomo deve apparire convincente quanto Barack Obama  quando la propria fidanzata esce dal camerino con qualcosa di nuovo addosso.

tumblr_m0huzsZRlv1qzzg70o1_400

Attraversi strade deserte, sorpassi pezzi di motociclisti che i pompieri stanno ancora ricostruendo a bordo strada ascoltando in cuffia la musica di Tetris dopo che i centauri, esaltati dal rettilineo, hanno sfiorato i 200 prima di essere proiettati nella troposfera dai dissuasori.
Arrivi in centro e sai che la tua battaglia comincia ora: parcheggiare troppo lontano significa ricevere gli sguardi schifati della vostra signora. Ciò ti farà sentire un perdente, uno sconfitto, un fallito, ma non lo darai a vedere. Piangerai in silenzio dopo, in ascensore, mentre avrai il guinzaglio del cane in una mano ed una busta della monnezza nell’altra.

Mentre giri nervosamente trai vicoli  e cominci a sentire il sapore amaro della sconfitta accade il MIRACOLO!

Uno spazio perfetto per la tua auto a pochi passi da via Roma, la via principale dello shopping. Non ci credi. Niente strisce blu, niente macchine che ti pressano dietro, niente di niente. Da supereroe quale ti senti cominci la manovra del parcheggio con l’aria di chi ha tutto sotto controllo.

anigif_enhanced-buzz-17900-1387317217-1

 

Alzi lo sguardo verso lo specchietto retrovisore per la retromarcia ma il tuo sesto senso da Uomo Ragno ti avverte che sta per accadere qualcosa di brutto: da un posto che non riesci ad individuare subito è partita la consueta salva di urla, guaiti, latrati e bestemmie che avviene quando in zona c’è un parcheggiatore abusivo:

«OH! CAPO, EH, EH, EH! CAPO! EH! OHHH!»

Di colpo rimetti la prima e riparti, la tua fidanzata ti guarda e non capisce cosa sta succedendo. Tu, con fare solenne, preso dall’isteria del viaggio e dalla sindrome del supereroe (di cui sopra) cominci ad urlare:

«Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell’esercito di Casavatore, generale del condomino. Padre di un futuro assassinato, marito di una città tradita… E AVRò IL MIO PARCHEGGIO… IN QUESTA VIA O NELL’ALTRA!»

[Continua]

(Post creato per #Napolièviva evento creato dall’associazione Adda passà ‘a nuttata  in programma il 19 giugno al Maschio Angioino)

 

1 Commento

Archiviato in Storie