Un paese di santi, poeti e…parcheggiatori

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«Tu l’hai visto il video dei Jackal sui parcheggiatori..?»

«Mmh…no, ma io non lo guardo “Made in Sud” da quando c’è quella vacca della Gregoraci…»

Tangenziale di Napoli direzione Pozzuoli,  prima calura estiva. Insofferenza e traffico all’altezza dell’uscita di Corso Malta. Faccio per risponderle ma mi rendo conto che è impegnata a farsi il morning-selfie. Oggi deve sostenere il suo ultimo esame alla facoltà di Economia ma sembro più teso io e nessuno dei due ne capisce il motivo.

Io e lei formiamo quello che la radio definisce “il paese reale”: siamo quelli che vogliono giocare anche se c’hanno le carte al contrario. Siamo quelli che vorrebbero un mondo all’altezza dei propri sogni ma poi s’accontentano di Ligabue. Siamo quelli dalle potenzialità inespresse, quelli che a scuola rientravano nella categoria “è bravo/a ma non si applica”. Siamo quelli che citano Bukowski su Facebook e che provano piacere nel guardare di nascosto “Studio Aperto”, “Grande Fratello” e “Uomini & Donne”. Di nascosto, sì. Come una volta si faceva coi porno.

Usciamo a Fuorigrotta mentre un SUV sorpassa tutta la fila, giunge al semaforo e mette la freccia per immettersi. Tutte le macchine si compattano in un unico stronzone d’acciaio per non farlo passare. Il SUV dà fiato alle trombe.Lei continua a giocare col cellulare. Dietro di lui si crea una fila di macchine che vorrebbero girare. Suonano anche loro. Il SUV sgasa tentando d’immettersi. Le macchine resistono. L’ambulanza non può passare perché ostruita dal SUV. Suona il SUV, suona la fila, suono io, suona qualsiasi cosa. Qualcuno mette il cellulare fuori dal finestrino e suona anche quello. Suonano le campane. Lei, imperterrita, continua a giocare col cellulare.

Ora mi trovo di fianco al SUV: alla guida c’è uno sulla cinquantina in camicia e cravatta che inveisce contro tutti. Il profilo del perfetto coglione. Approfitta della mia distrazione per superarmi e per passare con due ruote sul marciapiede nonostante il semaforo sia tornato di nuovo rosso. Lo vedo accostare e scendere dall’auto dieci metri più in là dell’incrocio. Urla qualcosa al tizio dall’altra parte della strada che gli fa segno che è tutto ok.

 

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«’ABBUò MO’VECO JE COMME A’SEMP’, DOTTO’!»

Il tizio del SUV tratta con riverenza il parcheggiatore abusivo mentre gli porge delle monete. Sarà il caldo, l’ansia o semplicemente il fatto che uno stronzo del genere faccia quel che gli pare in un mondo fatto su misura per i suoi comodi, ma io comincio a non sentirmi tanto bene.

 

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Lei nel frattempo alza lo sguardo dallo smartphone ma non fa in tempo a capire cosa stia succedendo che s’accorge del coglione incravattato dall’altro lato della strada e, con voce candida, esclama:

«Uh, guarda, c’è il mio professore!».

[Fine]

(Post creato per #Napolièviva evento creato dall’associazione Adda passà ‘a nuttata  in programma il 19 giugno al Maschio Angioino)

P.S. La prima storia per l’evento è qui

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