I libri di Port’Alba e le patatine di San Biagio

Pensiamo che questa città ci stia morendo tra le braccia e forse, ancora una volta, è così.
Il paradosso della burocrazia limita i librai di Port’Alba ma non la parcheggiatrice abusiva pochi metri più in là. Perché l’imprevedibilità della ciorta si accanisce su Napoli ma anche su chi la governa e su chi la vive, fino a tramutare gli imprevisti in sciagure maledette.

Allora capita che un sabato scendi di casa, vai a farti un giro in centro perché altrove, tipo l’Edenlandia o al mare, non si può. Tieni quattordici anni, la vita per te è ancora un enorme groviglio di pensieri e sensazioni da vivere. Però finisce lì, sul marciapiede di via Toledo, perché qualcuno ha deciso che la manutenzione di quel palazzo andava fatta in modo superficiale, come l’anima di quelli che credono di risolvere tutto dicendo “ma che ce ne fott?”.

Magari avrai avuto gli stessi pensieri miei quando si è saputo del ragazzo a cui hanno sparato ad un polmone mentre era in giro con la fidanzata.
Avrai pensato che ‘sta città è ‘na stronza, che più provi ad abbracciarla e più s’allontana, che più provi a volerle bene e più fa di tutto per farsi schifare.
Che fare allora? Mollarla per una più tranquilla? Resistere e convincersi che sia quella giusta?

Mentre ci pensi la tieni tra le braccia che ti fissa con gli occhi di una madre, tipo quella di Ciro Esposito, e allora non vorresti mollarla più. Pensi a questa vicenda e colleghi tutto, tipo che a San Biagio dei Librai, da mesi ormai, gli storici negozi di strumenti musicali hanno lasciato posto alle patatinerie. Il tutto nell’indifferenza generale, perché qui vincono i giornalisti-surfisti: buoni solo a cavalcare l’onda dell’indignazione collettiva e a non accorgersi delle notizie quando gli passano sotto il naso.

Nel frattempo Napoli sta morendo o forse sta cambiando pelle per l’ennesima volta.

10492298_706984969354919_1204621878270860026_n

Annunci

3 commenti

Archiviato in Blog

3 risposte a “I libri di Port’Alba e le patatine di San Biagio

  1. Che amarezza! Non vivo più a Napoli da qualche anno, ma a lei sono legata, per restare fedele alla metafora della maternità, attraverso un cordone ombellicale da cui ostinatamente mi rifiuto di staccarmi. Lei, la città che mi ha generato e che mi ha reso quella che sono, sta cambiando. Ma male. C’è da chidersi cosa fare per fronteggiare questa deriva, per frenarla e condurla in un percorso antipodale. E chi le sta rubando l’anima?

    • Vincenzo Strino

      Ciao, posso rispondere ad entrambe le domande con molta, molta serenità: per fronteggiare la deriva basta cominciare a riappropriarsi dei propri spazi. Oggi Napoli sembra il far-west, la terra di nessuno. Ma non deve e non può essere così. Io sono partito dal mio quartiere, Secondigliano, e prima di questo post ne troverai un altro che ti racconta cosa sto provando a fare. L’anima di Napoli è differente da quella dei suoi abitanti. È un’anima anarchica ed imprevedibile: o la ami e l’accetti o…

  2. NAPOLI: RESTITUITE LE STORICHE BANCARELLE DEI LIBRI A PORT’ALBA
    V’invito a dare la vostra adesione a questo evento estendendo la partecipazione anche ia vostri amici.
    “Il vuoto in faccia a un muro, lasciato da una libreria venduta, è il più profondo che conosco”. Erri De Luca
    https://www.facebook.com/events/324140187745305

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...