Quando muore un ragazzo una parte di Napoli muore insieme a lui

Che sia la camorra, un cornicione, un tumore maligno o un carabiniere che accidentalmente estrae la pistola dalla fondina e accidentalmente lascia partire un colpo che accidentalmente t’ammazza: ogni volta che un napoletano di diciassette anni muore, una parte della città muore insieme a lui. Non per la fatalità, non per il dolore di una mamma che, a prescindere dalla causa, da oggi non avrà più un figlio e nemmeno per i cacamenti di cazzo che passerà il carabiniere che accidentalmente ha sparato. Ma soprattutto per cose del genere:

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Io lo chiamo “effetto Saviano”: una sindrome che colpisce chiunque non abbia nulla da dire ma muore dalla voglia di dirlo lo stesso. Commenti del genere hanno reso il web un cacatoio in cui sfogare i più bassi istinti stando seduti dietro uno schermo.

Dicono che se a diciassette anni giri alle tre di notte con gente poco raccomandabile e non ti fermi all’alt dei carabinieri allora meriti la morte. Perché è così che funziona sulle barricate di internet: siamo tutti giustizialisti col culo degli altri.

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14 commenti

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14 risposte a “Quando muore un ragazzo una parte di Napoli muore insieme a lui

  1. Sara

    Mi rendo conto che bisogna vivere a Napoli almeno qualche mese per capire, e bisogna conoscerli, quei ragazzi senza casco sul motorino di notte, per capire. Parlano di genitori falliti, ma sapessero qua che si passa…
    Hai ragione, la rete è diventata una grande discarica.

  2. Indignazione

    Internet ci permette anche di visitare il profilo facebook del ragazzo. Quasi difficile trovare una foto in cui non fumi canne o tracanni superalcolici a soli 17 anni. La foto che gira su tutti i siti con la fila al lato e gli occhiali da vista che fanno tanto bravo ragazzo è stata tagliata, dall’originale si vede bene che si trova in una sala di slot machines( sa che per legge un 17enne non può neanche metterci piede??) Eppoi suvvia accompagnarsi ad un evaso dai domiciliari e un latitante ma per cortesia!! Io non credo lo avesse conosciuti ieri sera e Per caso si trovasse in loro compagnia! Chi è causa Del suo mal come si dice no? Io non cammino sola nella mia città, napoli, dove sono nata cresciuta e vissuta sa perché? Perché se il Davide di turno ti punta un coltello per 10 euro ed un telefono che ne vale anche meno ( quando poi dalla tasca caccia un iPhone, e dunque non ruba Per sfamare la famiglia!) e poi la coltellata te la da lo stesso, perché così guadagna punti, perché queste cose per loro sono un gioco.. Bhe allora non si sorprenda del l’indignazione del web nè dell’ “effetto saviano” perché può star sicuro che ognuno di loro avrà avuto a che fare con il suo davide di turno, perché tanto a napoli è cosa di tutti i giorni. E non mi si venga a raccontare la storia del povero ragazzo con una vita da vivere spezzata, perché certo a giudicare dalle basi non mi sarei aspettata di vederlo tra qualche anno come volontario in qualche associazione a scopi umanitari

    • Vincenzo Strino

      Ma figuriamoci se mi sorprendo per l’indignazione su internet: Grillo c’ha fatto un movimento politico con un sacco di sostenitori. Il punto sulla sua considerazione però è: qualsiasi foto su Facebook e qualsiasi frequentazione ambigua non permette ad un carabiniere di sparare ad un ragazzino incensurato che non si è fermato all’alt.

      • Indignazione

        Il primo ragazzino era il carabiniere, 22 anni.. Crede che li addestrino per situazioni simili? E cosa possiamo sapere noi so cosa è successo realmente? Credo che difficilmente si saprà effettivamente nel dettaglio cosa è successo. Oltretutto se fosse morto il pregiudicato o il latitante staremo qui a far storie? È solo l’età. Magari tra qualche sera avrebbe fatto il suo primo colpo o magari no. Ma nel frattempo spulci tra le sue foto facebook oppure ripensi alle sue compagnie.. Si è mai accompagnato ad un latitante? Io no, ne sono andata mai su un motorino senza casco ne ho mai eluso un posto di blocco dando vita ad un inseguimento. E comunque si, credo che le persone vadano giudicate
        Anche dalle loro compagnie i genitori, i parenti quelli no, non si scelgono. Gli amici si. E se era abbastanza adulto per bere usare slot e comprare della droga era anche abbastanza cosciente nello scegliere le sue compagnie. Quindi magari il carabiniere, quel giovane sarà stato affrettato nel cacciare l’arma, ma per cortesia almeno non giustifichiamo un delinquente

      • Vincenzo Strino

        Anche questo commento rientra tra quelli citati nel post: che meraviglia! Cara signora (ma vista l’assenza di nome potrebbe anche essere un gorilla ammaestrato per scrivere al computer per quanto mi riguarda), sono nato e vivo da 28 anni in quartiere come quello in cui è stato ammazzato inutilmente un ragazzo di 17 anni. Sì, sono stato spesso in giro con gente pregiudicata e lo faccio tutt’ora, ma definirmi un malvivente o un camorrista sarebbe divertente (per chi mi conosce) e tragico (per chi penserebbe una cosa del genere solo perché vivo qui). Anzi, le racconto un fatto clamoroso: insieme a pregiudicati e forze dell’ordine a Scampia abbiamo messo su una squadra di rugby e INCREDIBILMENTE (per lei, of course) siamo diventati un’unica famiglia che gioca e si diverte. Immagino che la cosa possa farle impressione, ma nei quartieri popolari succede pure questo. Quindi no, “credo che le persone vadano giudicate” un cazzo, soprattutto quando a farlo è chi non è capace di vedere la realtà manco davanti al proprio naso. 🙂

  3. Sì, ma che cazzo c’entra Saviano?

  4. Secondo me il web ci ripropone semplicemente l’esasperazione e la scarsa capacità di analisi che imperversa nella nostra società.
    Quando accadono episodi del genere si saldano settori tra i più disparati, uniti dalla logica (che di logica ha ben poco) dell’ACAB.
    Si dovrebbe partire, a mio avviso, dal contesto. Sarà la mia deformazione sociologica, che vi devo dire. Però non dobbiamo far cattiva sociologia: il contesto deve anche farci capire che ormai la cultura camorristica e pietista del “è cos’ ‘e nient'” non è più sotto-cultura, e miete appunto vittime.

    • Vincenzo Strino

      Purtroppo non è solo per episodi del genere. Beppe Grillo ha cavalcato l’indignazione e l’idiozia generale del web per fondare un movimento che ha poche teste pensanti e molti dementi che scrivono cose quelle riportate nel post.

  5. Saviano non c’entra un cacchio…

    Chiamalo effetto “troll”.
    Incolpando Saviano non fai altro che cadere nel male che citi… ovvero screditando un’altra voce del Sud, cercando di infiammare un’altra polemica… questo è un tipico atteggiamento troll, ma credo che la citazione sia stata fatta involontariamente… per colpire l’attenzione.

    Anche quei messaggi sono scritti di pancia per colpire l’attenzione ma Napoli è divisa , la campania è divisa, il sud è diviso e l’italia è divisa, quindi c’è poco di cui meravigliarsi.

    Non arrivo all’europa, perchè dal sud e dall’Italia c’è poca consapevolezza sulla marcoeconomia europea e mondiale e quindi si è divisi nel proprio orticello ma non del tutto nel proprio continente (parlando ti Francia e Germania forse si).

    Tutte queste divisioni unite alla voglia di colpire il lettore, infatti sui social si scrive per avere like e non per altro, fanno scrivere queste cazzate…
    Non è la parte razionale dei loro cervelli, ma la parte più istintiva dell’ego che fa scrivere quelle cose, e così come si leggono così vanno dimenticate… valgono quello che è scritto: cioè nulla.

    Il dibattito reale è tra difensori di forze dell’ordine armate di uno pseudofascismo americano o i difensori della libertà ad oltranza su pistole giocattolo senza bollino rosso e sul saltare i posti di blocco la notte in tre sul motorino… sono due estremi abbastanza opposti.

    Io capisco entrambi… e aspetto che si applichi la legge, che c’è per questo. C’è ben poco da strillare.

    Le regole non vanno riscritte vanno fatte ripetere a memoria a forze dell’ordine e genitori.

    • Vincenzo Strino

      Attenzione: i commenti citati nel post si differenziano dal troll perché, nel caso di quest’ultimo, c’è qualcuno che volontariamente scrive cose per far incazzare gli altri. Qui parliamo di un’altra categoria: quella dell’editorialista di Fb che deve dire la sua ad ogni costo. Sul resto del ragionamento posso essere d’accordo però 🙂

  6. giuseppe

    Nell’articolo si legge:
    “””””””Dicono che se a diciassette anni giri alle tre di notte con gente poco raccomandabile e non ti fermi all’alt dei carabinieri allora meriti la morte.””””””
    Non è vero che la maggior parte dei commenti NON dice quanto sopra! Dice che: in tre, alle tre di notte, in sella ad un motorino rubato e senza assicurazione, CI SE DEVE FERMARE AD UN POSTO DI BLOCCO. Diversamente si è poco pulitim e ci si espone a rischi…… Se a morire fosse stato un Poliziotto, era tutto normale ? Un po di dignità..!

  7. carlo

    Purtroppo siamo alle solite. Per quello che è successo a Napoli col ragazzo 17enne ucciso. Si fa passare il messagguio sui media: Ucciso perchè non si è fermato ad un posto di blocco. E quì il quartiere impazzito, con frasi ad effetto tipo e’ un figlio di napoli…. In altre città, difficilmente alle tre di notte, in tre su un motorino rubato, senza assicurazione e con un latitante a bordo….. Poi spuntano “testimoni” che dicono di essere stati loro alla guida del mezzo, non un latitante etc etc …. Pazzesco, qualche giorno prima due Poliziotti ad un posto di blocco sonostati fatti oggetto di colpi di pistola. Entrambi in ospedale. Un silenzio assordante dei media tutti e nel quartiere dove è successo…… SILENZIO…. NESSUNO HA VISTO….. MEN CHE MENO HA SENTITO 5 O 6 COLPI DI PISTOLA ……. Resta solo la vergogna !!!!!

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