Archivi del mese: gennaio 2015

Non sono le altre ad essere zoccole. Sei tu che hai il tonno in testa

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Mi sorprende che soltanto ieri tante donne napoletane abbiano scoperto che qualcuno in città viene a viversi il sesso nel suo modo più bello e leggero (che, attenzione, non vuol dire superficiale o irresponsabile).

Cioè, in realtà non vi credo. Perché ognuno di noi conosce ragazze come Roslyn, che il sesso se lo vivono così. Solo che sono sempre state additate come zoccole, puttane, troie. Questo è il punto.

E voi che avete fatto le peggio zuzzimmarie in gran segreto perché temevate di essere giudicate?

Proprio voi che ieri vi domandavate dove fossero tutti questi bei maschi a piazza Bellini o a Napoli in generale: ve lo siete chieste il perché non l’abbiate trovato ancora qualcuno che vi alzi come è stata alzata Roslyn e tante altre straniere?

No. E allora ve lo dico io: perché siete bigotte, presuntuose ed anche un po’ pesanti.

Così, mentre voi giocate a fare scart’ frusc’ e pigl’ primer’ tra quello che c’ha le sopracciglia ad ali gabbiano, quell’altro che fa il filosofo tormentato, quell’altro che è troppo azzeccoso e quello così e quell’altro colì, arriva una qualunque e mette la scopa che voi non sarete mai in grado di mettere. Perché?

Perché lei -fortunatamente- si vive il sesso proprio come andrebbe vissuta la città di Napoli: con gioia. Poi diciamocela tutta, a farla pesante comunque non risolverete i problemi che affliggono la città. E a chi volete che gli si drizzi dopo aver parlato una serata intera della crisi economica, dei casalesi, del jobs act e della primarie del Partito Democratico? Ci sono tempi, modi e luoghi per parlare anche di questi argomenti, ma non è mentre si viene approcciate da uno sconosciuto.

Magari per una sega a mana smerza dietro un vicolo vi sentite le peggio cagne dell’universo, ma solo perché non vi rendete conto che dieci metri più in là, nella penombra, ci sta una con la pancia sul cofano di un auto che si sta facendo trapanare da uno conosciuto dieci minuti prima.

Pensateci: difficilmente al loro paese d’origine vengono approcciate in mezzo alla strada o il tipo ci prova appena la conosce (soprattutto se sono come le ho descritte io all’inizio del post). Quindi non è solo il fatto che non capiscano cosa dice il tizio di turno. Tutti i maschietti, quando vogliono quella cosa, sono disposti a scalare le montagne con le mani legate, figuriamoci cosa sono capaci di dire con la bocca. I fatti, le dimostrazioni reali, vanno bene per l’amore. Se una vuole farsi una chiantella non ha bisogno del curriculum del tipo, capì?

Quindi, mie care signore, basta paranoie alla Amelie Poulain. Non lasciate che sia il tempo a ridurvi come gli scavi di Pompei negli ultimi anni, fatelo in maniera sicura, ma fatelo. Prima che arrivino altre straniere e si facciano polverizzare la vagina mentre voi siete ancora ad organizzarvi sul cosa fare stasera.

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Hai una vagina? Vuoi usarla? Vieni a Napoli!

Premessa: Stamattina ho letto questo post su Facebook ed ho pensato di farne una traduzione perché lo ritengo veritiero, soprattutto perché ai napoletani la straniera attizza a prescindere. Sia essa la mallarda spagnola ‘mbriaca dalle 9 di sera, sia la lituana coi peli sulle gambe lunghi quanto la chioma di Raperonzolo, sia essa una tedesca vestita come dopo un’esplosione a Resina. In ogni caso, leggete qua che meraviglia:

Se sei una donna single che ama gli uomini, le moto e la musica, devi venire a Napoli, in Italia. Non solo è uno delle città più belle e magiche di questo pianeta, non solo è nella parte più sorprendente del Mediterraneo, non solo ha la migliore pizza e la migliore pasta nel mondo, non solo è più economica e e più sexy di Roma, Milano e Firenze, non solo è un giro in moto sul Vesuvio, a Pompei, sulla Costiera Amalfitana o a Roma: è un milione di altre cose che si deve vedere prima di morire.

IMG_0675-47-47 L’autrice del post mentre cavalca una Yamaha fuori da Peppe o’Spritz

Il grande segreto in merito a Napoli di cui le guide turistiche non ci raccontano è che ci sono circa 10 uomini single per ogni donna. E sono tutti belli. E tutti sanno come cucinare. E tutti sanno cantare. E tutti sanno come baciare. E tutti vogliono baciarti. Ovunque. Napoli ha una cattiva nomea a causa delle immagini datele da Gomorra, ma ho vissuto qui per quasi 2 anni e non mi sono mai sentita in pericolo.

IMG_0336-3-3Sempre l’autrice del post vestita da dominatrice sadomaso mentre saluta i suoi nuovi amici

Certo, gli scugnizzi spesso amano gettare acqua su di voi quando indossate una camicia bianca, ma basta dargli un calcio in culo e diventano i tuoi migliori amici. Se decidete di venire a Napoli, scrivete a me e io vi aiuterò a creare un itinerario figo, o portarvi io stessa in giro, oppure chiederlo ad uno dei miei belli e magici amici napoletani. Per scoprire la magia di Napoli, avete solo bisogno di conoscere le persone giuste. Ed ora conoscete me. Ed io conosco la gente giusta.

Dove Dormire: QUI a casa di mio migliore amico B&B. Questo è stato il primo posto dove ho soggiornato a Napoli e penso sia ancora il migliore!

Cosa indossare: La mia amica Simona adatterà un vestito per il vostro corpo in modo da farlo diventare così sexy da far fermare il traffico (come se ci fosse bisogno del vestito della ragazza per farlo fermare ndt). Lei conosce anche le migliori feste in città!

Dove mangiare: O ‘Scugnizzo o Tandem sono due dei tanti ristoranti fantastici a Napoli ed anche i miei punti di scrittura preferiti. I miei amici qui si prenderanno cura di voi.

Dove andare la sera: Piazza Bellini . Ognuno inizia la serata qui con l’aperitivo. E molti finiscono la loro serata qui con MBO (acronimo di Mind Blowing Orgasm, cioè orgasmo stupefacente ndt) in un vicolo.

Dove imparare l’italiano: Centro Italiano. Hanno corsi per tutti i livelli e organizzano feste e gite giornaliere in città, così facendo conoscere nuovi amici non sarà un problema per voi.

Quando andare: Now (trad. adesso). 

Domani i  vostri genitali potrebbe trasformarsi in polvere. IMG_6482-768x1024

Non concentratevi sul piccione che passa, concentratevi sulle cosce e sul mare, per cortesia!

  [Per l’articolo originale basta cliccare qui, la fonte è Neversleepalone.com. La traduzione è la mia]

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Meglio la macelleria che il Cardarelli

La prima volta che sono entrato all’ospedale Cardarelli di Napoli era il 2004. Andai a prendere mio padre che era lì per un consulto. Qualche settimana prima avevamo scoperto che aveva un tumore al fegato. Ricordo ancora le sue parole appena entrato in auto. Parole piene di un terrore profondo che provava a nascondere dietro un distacco assoluto:

«Hanno detto che mi restano due mesi di vita»

Era la mattina del 21 marzo ed era il giorno del mio diciottesimo compleanno.

Per una serie di circostanze fortuite, mesi dopo arrivammo in Germania e mio padre riuscì a salvarsi. Scoprimmo poi in seguito che le resistenze burocratiche per permettere a mio padre di operarsi lì erano dovute ad un braccio di ferro politico tra le parti che si spartiscono le cariche in quello che tutti dicono sia il nosocomio più grande del sud Italia.

Dieci anni dopo mi ritrovo di nuovo al Cardarelli.

Questa volta sono io ad avere un problema: qualche ora prima, a Campobasso, durante una partita di rugby di serie C2, un placcaggio mi frattura la tibia in più punti. Arrivo al pronto soccorso e già in sala d’attesa capisco che le cose non andranno per il verso giusto: tra gente che urla, gente che piange, gente che insulta gli infermieri e i medici, mi accorgo che a distribuire i codici di priorità è una guardia giurata, non un medico.

Una guardia giurata decide chi deve aspettare di più e chi di meno. Dicono che capitino spesso situazioni del genere quando gioca il Napoli perché chi dovrebbe farlo si dilegua, vicino ad una radio o una tv per seguire la partita.

Entro nella stanza dell’ortopedia del pronto soccorso dove c’è un medico  che, alzandosi da dietro la scrivania, mi guarda con aria strana. Mi si avvicina senza neanche chiedermi cosa abbia. «Ma la Juve non ha le strisce verticali?» mi domanda toccandomi la maglia.

Indosso ancora la divisa dello Scampia Rugby, bianconera come quella la Juventus, la squadra che in quel momento sta battendo il Napoli. Provo a sorridere, ma ho una tibia rotta e l’antidolorifico fattomi a Campobasso comincia a svanire. Mi ingessa solo parte della gamba con la tecnica della “doccia gessata”: cioè quando la superficie rigida fatta di gesso avvolge solo metà dell’arto infortunato. Questo tipo di immobilizzazione viene adoperata solo nel caso in cui l’arto sia particolarmente gonfio oppure vi sono ferite della pelle da controllare e che quindi non possono essere chiuse nel gesso per un lungo periodo.

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Io però non ho alcun tipo di gonfiore o ferita della pelle, ho “solo” un osso spezzato in più punti.

Finito il lavoro si rimette dietro la scrivania e, con tono rilassato, mi dice: « Con questo tipo di frattura dovresti operarti, ma ora dovremmo tenerti sulla barella nel corridoio, perché posti non ne abbiamo e prima che si liberi qualcosa dovrebbe passare almeno una settimana…altrimenti ti fai due mesi col gesso e poi vediamo».

Vidal segna proprio mentre lascio l’ospedale. Lo capisco dalle bestemmie che tirano gli infermieri passando da una stanza all’altra trascinando le loro ciabatte a terra, come i bambini quando salgono dal mare e vanno al bar del lido per comprarsi il gelato.

Torno a casa perché stare su una barella in un corridoio la trovo una cosa che priva le persone della loro dignità proprio nel momento di maggior sofferenza. Una pratica disumana che preferisco evitarmi vista l’entità “grave-ma non troppo” che mi sono procurato.

Dieci giorni dopo il dolore non è diminuito. Decido così di farmi fare una radiografia in un centro privato e scopro che la frattura non solo non si è calcificata, ma che il tipo di ingessatura sta peggiorando la situazione di giorno in giorno.

Qui sotto c’è la foto della mia tibia destra nelle condizioni in cui versa oggi 21 gennaio (sconsiglio la visione a persone sensibili).

Non voglio generalizzare né voglio fare del patetico vittimismo, ma sono convinto che io e mio padre non siamo gli unici casi e che la cosa andrebbe risolta. Possibilmente in meglio per tutti.

Ringrazio l’ortopedico del pronto soccorso del Cardarelli augurandogli di andare presto in pensione. Non voglio il suo male ma spero che non siano state tante le persone che abbiano sofferto per la sua superficialità (non ho i titoli per dargli dell’incompetente) .

La stessa superficialità di quei due presunti mammasantissima che, dieci anni fa, avevano dato a mio padre altri due mesi di vita.

Dopo dieci anni mi avete ricordato che è meglio ricoverarsi in una macelleria che operarsi lì da voi.

Grazie.

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Ma tanto poi ritornerà sana e vi prenderò a calci in culo, statene certi

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Siamo tutti Gasparri

Un sito come un altro pubblica un post sulle ragazze liberate pochi giorni fa in Siria. Già dal titolo si intuisce che in questo post si racconta di presunto sesso consenziente tra le due ragazze e i loro sequestratori. indin È un post acchiappa clic, di quelli che vengono condivisi con frasi tipo «Troie!» oppure «…e pensare che abbiamo pure pagato per liberarvi, puttane!» ecc. A postare cose del genere, nella maggior parte dei casi, sono gli stessi italiani che avrebbero espresso messaggi di cordoglio se le due ragazze fossero state uccise, magari mettendo pure una foto delle due come profilo su Facebook. tumblr_mt3orl5r2K1stibteo1_r2_500

Ora, non è la prima volta che un post di un blog del cazzo diventi virale per notizie inventate, quindi dovremmo esserne già abituati e il fatto non dovrebbe rappresentare nulla se non l’ennesima scorreggia rumorosa in questo enorme cacatoio che è il web. Ma non basta. No. Perché tra queste centinaia di migliaia di allocchi c’è il Vicepresidente del Senato.

V  I  C  E  P  R  E  S  I  D  E  N  T  E  D  E  L  S  E  N  A  T  O

mad-at-theinternetCapito?

Sì, dico a te. Tu che stai studiando o lavorando per costruirti un futuro e che ridi quando, dopo aver letto il titolo accattivante, noti che il sito di provenienza è topogigio.com, vogliamolebanchesenzasoldi.it, siamocattivissimi.org ecc. Sì, tu. Lo sai già che non vedrai mai accostato il titolo di Vicepresidente del Senato al tuo nome e un po’ ti dispiace se ci pensi. Perché la tua vita avrebbe potuto avere un esito diverso da quello attuale se… E nel frattempo quelle due lettere diventano un portale attraverso cui puoi rivedere tutta la tua vita: “Se non avessi avuto quell’operazione a quattro anni…” “Se avessi fatto lo scientifico…” “Se non avessi lasciato giurisprudenza…” Poi, ad un tratto, ti viene il dubbio. 44594242_ahmadinejad_ap226b Ti domandi chi occupi una carica così importante e quindi cerchi su Google. Dopo aver letto con sguardo tra il perplesso e l’inorridito, chiudi il computer e, con molta leggerezza, sorridi pensando che in fondo la tua vita non è così male. Che se è vero che la maggior parte dei parlamentari italiani è discutibile sotto tutti i punti di vista è perché lo è anche quella parte di nazione che rappresentano. Che tu potrai anche sentirti diverso e in minoranza, ma ci sarà sempre qualcosa che ti legherà a queste persone pure se domani andassi a vivere su Marte. Però pensaci, perché ti sarebbe potuta andare peggio e che la carica di Vicepresidente del Senato la puoi lasciare tranquillamente a Maurizio Gasparri. maurizio-gasparri                               P.S. Il titolo di questo post è chiaramente una provocazione. A Maurì, mi spiace, ma t’ho trollato ancora!1239536_10200469849209028_215547603_n

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