Una cosa seria di cui non frega niente a nessuno

Stamattina hanno arrestato Vincenzo Pariante, quello che nell’autunno del 2004 uccise Fulvio Montanino, braccio destro di Cosimo Di Lauro.
Quell’omicidio si consumò in via Cupa dell’arco, nei pressi di casa Di Lauro (e pure casa mia, ma questo non è un dettaglio rilevante) e fu l’inizio della faida di Secondigliano e Scampia.

Per dieci anni, chi abita da queste parti ha vissuto una guerra che, se fossero state presenti le istituzioni, sarebbe stata stroncata sul nascere come accade in altri quartieri popolari.
Invece no. Gomorra, Saviano, le Vele…
Tra i due quartieri colpiti dalla faida si decise (mediaticamente e politicamente) che uno, Scampia, quello che nell’ideale collettivo dava l’idea di periferia, passasse sotto i riflettori. L’altro, Secondigliano da allora è rinchiuso in un cono d’ombra da cui né le istituzioni locali, né quelle nazionali, sembrano vogliano tirarlo fuori.

Nel frattempo, con le elezioni regionali alle porte, saranno in tanti a riempirsi la bocca col binomio periferia-riqualificazione e se alla presidenza della municipalità di Scampia c’è un Pisani in rampa di lancio, a Secondigliano c’è un Solombrino abulico quanto un Josè Calderon quando fu comprato dal Napoli ed eclissatosi quasi subito dopo le elezioni.

Insomma, ci sarà qualcuno in grado di tirare fuori quest’area di Napoli fuori dal guado senza spremerla o dovremo aspettare un’altra faida per sperare che qualcuno si accorga di noi?

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1 Commento

Archiviato in Blog, Fatti di Napoli

Una risposta a “Una cosa seria di cui non frega niente a nessuno

  1. Il 29 ottobre 2004, il giorno dopo il duplice omicidio Montanino – Salierno, a Secondigliano si celebrava la festa di San Gaetano Errico. Una lunga fiaccolata attraversò le strade del quartiere. Aggrappati alla preghiera, si provava ad esorcizzare la paura. I preti di frontiera invocavano la speranza, le istituzioni si riempivano la bocca di parole come riqualificazione e rilancio del territorio. Poi si scatenò l’inferno. Sangue e buio assoluto. Mesi che sembravano interminabili durante i quali le forze dell’ordine hanno fatto uno straordinario lavoro, al contrario delle istituzioni incapaci di garantire la normalità ai nostri quartieri e la mancanza di collaborazione tra le forze sane del territorio ha reso tutto più difficile

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