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Perché ancora Bassolino?

Si ha una notizia quando avviene un fatto.
Antonio Bassolino ha appena scritto sul suo profilo Facebook che si candida. Che sia alle primarie del Pd annunciate ieri per il 7 febbraio è scontato.
Per molti, anche la sua candidatura lo era, così come la sua vittoria alle primarie stesse. Tutto scontato per tutti, quasi come se ci fossero i saldi della politica, il ritorno del vintage, del vecchio che avanza.
Ma perché ancora Bassolino? Perché, dopo essere stato due volte sindaco di Napoli e due volte governatore della Regione Campania, si candida alle primarie?

Perché nella politica ci sono vuoti che vanno riempiti. Quello del Pd locale è un vuoto che ha prodotto un silenzio assordante su qualsiasi input lanciato dai cittadini di Napoli, ecco perché “Don Antonio” ritorna sulla scena (…del crimine, come tutti gli assassini?).

Quasi certamente, questo vuoto è anche frutto delle scelte di chi ha comandato per vent’anni e della sua incapacità (o volontà?) di formare una nuova classe dirigente. In ogni caso però, sì sa che molti napoletani sono scurdarielli e rispettosi solo verso i cani che fanno paura. Tipo lui.
Come ho scritto all’inizio però, una notizia è tale quando avviene qualcosa. Fino ad allora si tratta di opinioni, previsioni.
Nulla di più, manco se scritti con tanto di ghirigori semantici sul giornale più noto del sud Italia.

Bassolino annuncia la sua candidatura alle primarie <– questa è una notizia. Punto.

Ora gli occorreranno i voti per vincere. Dalle accuse sui rifiuti si difenderà dichiarando che la legge lo ha ritenuto non colpevole.
Chissà però se chi voterà alle primarie la penserà allo stesso modo.

Perché si sa, in politica, l’unico fatto rilevante, l’unica notizia che vale, è il voto.

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