2016: la campagna elettorale peggiore di sempre?

Mesi fa avevo previsto questa delle comunali 2016 a Napoli come la peggiore campagna elettorale degli ultimi vent’anni. Lo avevo detto studiando e vivendo di persona tutte le campagne elettorali dal 2008 ad oggi. Alla fine sono giunto alla conclusione che ci siano due buoni motivi per portare i non addetti ai lavori a pensarla così. Il primo è che, dopo la scomparsa dei blocchi ideologici degli anni ’90, possiamo constatare che lo scontro politico si è ormai spostato sull’asse partiti – movimenti.

È successo già in America con il Tea Party contrapposto ad Occupy Wall Street, ma questa è tutta n’ata storia.

A Napoli si può affermare con una certa tranquillità che le vedute del centro-sinistra non sono così distanti da quelle di centro-destra e che il Movimento 5 Stelle non è così lontano da De Magistris (spalleggiato da meridionalisti e collettivi) come dice di essere. Un esempio su tutti? Bagnoli. 

De Magistris, Lettieri, Bassolino: questi -per ora- i nomi dei candidati a sindaco. Ne usciranno altri, sicuramente. I cronisti di politica hanno già lasciato un posto sul taccuino al candidato di Noi per Salvini (Gianluca Cantalamessa?) e a quello del M5S oltre che una pagina intera agli altri candidati veri e presunti alle primarie del PD. Ma che il tutto si giochi su due blocchi contrapposti appare ormai evidente, soprattutto quando e se al ballottaggio dovessero finirci un candidato dei partiti ed uno dei movimenti (tipo Lettieri – De Magistris come nel 2011).

Certamente questo è uno dei due motivi per cui questa sarà la campagna elettorale peggiore di sempre ma non è il cardine assoluto. Questa è la barricata attraverso la quale si è già tornati alle classificazioni e alle etichette sommarie e superficiali di tanti anni fa.

Causa principale è che dal 2011 ad oggi la comunicazione politica si è spostata definitivamente sui social network. Cinque anni fa a spuntarla fu proprio l’unico tra i pretendenti alla poltrona di sindaco capace di coinvolgere l’entusiasmo delle persone sul web. Insomma, mentre il Pd cincischiava alle primarie coi cinesi, De Magistris e il suo team studiava il “caso Obama” e faceva suoi alcuni trucchetti che lo hanno portato poi a vincere scassando tutto.

Qualche settimana il fuoco dei social è divampato con la candidatura di Antonio Bassolino, redivivo nostalgico di un ventennio di cui, almeno la mia generazione, non sentirebbe la mancanza se non fosse che in radio al posto dei Nirvana ci tocca ascoltare gli One Direction. Ciò che preoccupa è che ad essere attaccati non siano i politici o le loro proposte, ma chi ne scrive, chi sulle barricate ci si arrampica ogni giorno per non riportare le cose da una sola prospettiva.

Con ogni probabilità, da qui a maggio ci sarà da divertirsi tra risse mediatiche senza esclusioni di colpi e colpi di scena ad effetto. Nel frattempo, pensando al fatto che sarebbe fantastico concentrarsi sui programmi per la città piuttosto che sui nomi, come un mantra, mi ripeto quello che Ugo Intini attribuisce a Pietro Nenni quando doveva cazziare i giovani socialisti: A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro… che ti epura.

[…e intanto preparo un bunker in cui andare a rifugiarmi dopo maggio]

 

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